Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Fiorentina dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto

Altro 0-0, specchio della condizione precaria nella quale si ritrova il tridente offensivo.

Baricentro della Fiorentina che avanza dal decimo minuto del primo tempo. I Viola provano a strappare il colpaccio, poi si accontentano del pari.

Classica partita che non si sarebbe mai sbloccata, neanche con un recupero più corposo.

Diawara- Non entra nel migliore dei modi. Un’ammonizione e un lancio semplice fallito in un finale di gara totalmente opaco.

Errato pensare di vincerle tutte sempre con gli stessi. Ancor più deleterio bocciare prematuramente alcuni elementi della rosa.

Ferocia assoluta da parte del solito Allan: l’unico che probabilmente ci crede fino alla fine in ogni frangente. Certezza!

Giro palla per larghi tratti sterile. Pomeriggio nerissimo.

Hamsik- Sfiora il gol che gli consentirebbe di eguagliare il record di Maradona. Dà qualche segnale di risveglio ma da lui è lecito aspettarsi molto di più.

Inoperoso Sportiello nella prima frazione di gioco. Oltre alle gambe sembrava mancare anche la testa.

Laurini- Un altro pupillo di Sarri: riesce a contenere discretamente Zielinski. Gara senza sbavature la sua.

Momento negativo che può verificarsi durante una stagione così lunga. L’importante è comprendere i propri errori, farne tesoro ed uscirne più forti.

Nervi tesi a fine gara, come evidenziato dai quattro cartellini gialli estratti nel giro di quattro minuti.

Opportunità di agganciare la vetta sprecata malamente. Poteva essere davvero la prova della definitiva consacrazione, invece…

Pressione sul portatore di palla avversario piuttosto sterile. Manca proprio ossigeno: inutile appellarsi ai dati. Gli scudetti della statistica non esistono.

Quintetto delle meraviglie che sono raggruppate nel giro di due punti. Quantomeno non sempre essere un campionato dall’esito scontato.

Rog- Il motivo del fallo su Viviano è chiaro. Marko vuole giocare, vuole contribuire ai successi del gruppo ad ogni costo. Mica sarebbe eresia se gli fosse concessa una chance?

Supremazia territoriale che non c’è stata, anzi la Viola nel primo tempo ha fatto tremare i partenopei in più di una circostanza.

Tecnica sopraffina e spirito di sacrificio. Federico Chiesa farebbe proprio al caso del Napoli: predestinato.

Uno il punto di distacco dall’Inter capolista. Nonostante tutto si è sempre lì attaccati al primo posto. Ma bisogna ritrovarsi immediatamente.

Veretout- Impressionante la cattiveria agonistica del transalpino, vera rivelazione del club toscano.

Zero reti subite. L’unica certezza di ieri è stata la retroguardia, ma non è sufficiente.

 

 

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