Galácticos non a caso, la rinascita di Raúl Albiol
“Il Napoli mi ha restituito la gioia. Sento nuovamente la fiducia dell’allenatore, la tensione delle partite. Questo mi dà un senso di felicità nella mia professione. Ed è anche più facile vincere qualcosa con uno spogliatoio unito e una buona atmosfera. Ho accettato subito la proposta del Napoli, era facile decidere, c’era Benitez che mi fece esordire a Valencia, aveva appena firmato Callejon, c’è un progetto in una città che è sempre stata sinonimo di calcio. La passione che sto vivendo qui non l’avevo mai vista, e poi questa maglia azzurra l’ha indossata Maradona.”
Queste sono le parole di Raul Albiol dopo pochi mesi dal suo approdo a Napoli, e come si evince dalle sue parole, il difensore è entusiasta della sua nuova esperienza Napoletana. Come lui, anche i tifosi Partenopei erano allettati dall’idea che un giocatore del Real Madrid ( mai prima d’ora il Napoli fece affari con i blancos”), venisse a giocare per il Napoli. In molti si domandavano se fosse veramente un giocatore valido, ripetendo la solita frase, che solitamente viene rivolta nei confronti di chi va via da una grande squadra: “Ma se era buono il Real Madrid lo dava a noi!?”. Insomma, in città aleggiava anche un leggero scetticismo.
Dal 2013 ad oggi, lo spagnolo nato a Vilamarxant, ha collezionato 87 presenze siglando 2 goal, alternando prestazioni di buon livello, a disastri assoluti, collezionando svariati 4 in pagella.
Per fortuna sembrano solo un brutto ricordo, e sono lontani i tempi in cui Albiol “cadeva col culo a terra”, lanciando nello sconforto i tifosi. Ora ritroviamo un difensore degno del propio nome, Raul è un calciatore ritrovato, motivato e sicuro di se. Merito della cura Sarri, che con l’aiuto del compagno Reina, e una maggiore copertura da parte dei centrocampisti, ha fatto sì che la difesa azzurra diventasse un vero bunker. Nelle ultime uscite, abbiamo apprezzato anche la sua duttilità in fase offensiva. Il goal a Frosinone è arrivato dagli sviluppi di uno schema ben studiato. Anche a Genova ha dato contributo alla vittoria, procurandosi il rigore, poi trasformato in rete da Insigne. Dotato di piedi educati, è lui il regista difensivo in grado di iniziare l’azione quando Jorginho è marcatore in stretto modo dagli avversari, e questo è un merito che Sarri apprezza molto, tanto da ritenerlo indispensabile nel suo scacchiere.
Il brutto anatroccolo sembra essersi trasformato nel cigno più bianco e bello dello stagno. Dopotutto lui la maglia blanca l’ha indossata, e da quelle parti non ci giochi per caso.


