IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA – BAKAYOKO: UN GOL CHE PUÒ VALERE PIÙ DI TRE PUNTI

Lettori di PianetaNapoli.it benvenuti a questa nuova rubrica,  che settimanalmente vi terrà compagnia, analizzando, commentando, raccontando le gesta o le disavventure di quello che, nel bene o nel male, risulterà essere, tra le fila azzurre, il personaggio della settimana.

In verità, la sofferta vittoria esterna del Napoli in quel di Udine ci propone, per questo nostro primo appuntamento, non uno ma ben due personaggi della settimana: uno, in negativo, e chiaramente parliamo di Rrahmani, e uno, in positivo (quasi esclusivamente per il gol vittoria realizzato), e in questo caso parliamo, evidentemente, di Bakayoko. Dato, però, che di Rrahmani, autore di un esordio dal primo minuto da dimenticare condito da un’incertezza fatale con la quale ha regalato a Lasagna e ai friulani il gol del momentaneo pari, è stato già detto di tutto e di più, così come della scelta – senza dubbio improvvida – di Gattuso di metterlo in campo in una partita così importante, allora la nostra attenzione sarà incentrata proprio sul centrocampista francese ex Monaco, Milan e Chelsea (che ne detiene ancora il cartellino).

Giunto ai piedi del Vesuvio, in estate, su precisa richiesta di Rino Gattuso, con cui aveva già lavorato (e litigato, per poi costruire un ottimo rapporto personale) al Milan, Tiémoué Bakayoko avrebbe dovuto rappresentare, nell’ideale comune, il perfetto anello di congiunzione tra difesa e attacco, e costituire, insieme a Kalidou Koulibaly e all’altro nuovo acquisto Victor Osimhen, l’asse portante del nuovo Napoli targato Gattuso. E Napoli, viceversa, avrebbe dovuto rappresentare (e ci auguriamo alla lunga consista) l’occasione per il francese di ritornare quel centrocampista ammirato nella sua prima esperienza al Monaco.

Dopo un inizio di stagione che aveva fatto ben sperare, con Bakayoko che sembrava proprio quel mediano capace di garantire fisicità e forza al centrocampo azzurro, che il Napoli aveva tanto cercato negli ultimi anni, col passare delle settimane anche le sue prestazioni hanno cominciato a risentire delle evidenti difficoltà tecnico – tattiche che stanno caratterizzando questa fase di stagione della formazione partenopea. Senza alcuna velleità di volerci sostituire a Gattuso, probabilmente, il francese sta risentendo non tanto, o forse non solo, dell’attuale sistema tattico che prevede un centrocampo a due, ma più che altro delle caratteristiche, e del momento negativo, di quello che è il suo collega di reparto, ovvero Fabián Ruiz. Appare evidente, almeno dall’esterno, che i due non possano giocare insieme, avendo entrambi un passo eccessivamente cadenzato che non garantisce fluidità di manovra, né il giusto filtro a centrocampo. Sarà un caso, o forse no, ma il francese ha fornito le sue migliori prestazioni quando al suo fianco hanno giocato Demme, Zielinksi o, come nello scorcio finale di match della Dacia Arena, Elmas. Quando, addirittura, il francese ha finito per vestire i panni del salvatore della patria salvando, appunto, con il suo gol, il Napoli e, forse, anche Gattuso dalla certificazione di una crisi che, comunque, non deve essere considerata del tutto sventata.

Una rete, quella siglata da Bakayoko al minuto 89 di Udinese – Napoli, che potrebbe valere molto più dei tre punti che ha portato in dote alla classifica degli azzurri. Erano mesi (forse anni) che il Napoli non riusciva a trovare la vittoria con uno strappo nel finale, con un guizzo, con la ferocia di voler a tutti i costi portare a casa la vittoria. Caratteristiche, queste, che erano il marchio di fabbrica di un Napoli, quello di Mazzarri, che sebbene avesse valori tecnici inferiori rispetto a quello attuale, non conosceva la parola “resa” e buttava sempre il cuore oltre l’ostacolo. È questo il cambio di marcia che chiede Gattuso ai propri calciatori, ben consapevole che non si può sempre e solo vincere di fioretto, anche perché ti può capitare, alla fine, che una gara stravinta ai punti la si finisca per perdere (v. Spezia), se non sei mai capace di matare (termine scelto non a caso ma che ci ricollega al Napoli di Mazzarri) il tuo avversario.

L’auspicio, dunque, è che la rete di Udine possa rappresentare per il Napoli e per lo stesso Bakayoko, anch’egli alla ricerca della definitiva consacrazione, la chiave di volta per compiere il salto di qualità che tutti aspettano con trepidazione, anche perché di tempo non ce n’è più tanto, anzi. La stagione è, difatti, entrata nel vivo: la competizione per il quarto posto (unico vero obiettivo dichiarato da società e tecnico) è quanto mai dura e, poi, tra meno di 10 giorni c’è anche una Super Coppa da giocare e il Napoli deve e vuole farsi trovare pronto.

GERARDO DE IOANNI

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