Lo zibaldone azzurro : Napoli-Atalanta dalla A alla Z!
Tutto (o quasi) quello che è successo dalla conferenza pre-gara al post-partita lettera per lettera.
Atalanta, continua ad essere bestia nera per i colori azzurri; si arrocca al San Paolo e porta a casa un punto prezioso quanto insperato.
Britos, spingere e crossare non è certo il suo mestiere, ma tanto di cappello a questo ragazzo che da inizio stagione si cimenta in un ruolo non suo con risultati tutto sommato apprezzabili.
Calvarese, “one man show”, si dice in questi casi. Una direzione di gara semplicemente allucinante.
David Lopez, quando il compitino non basta più. Arriva il più delle volte ai 20 metri avversari, poi però non sa più che fare e torna indietro. #limiti
Edy, torna al San Paolo e stavolta non subisce quella che era diventata, ai tempi della Lazio, un abituale goleada. Diciamo che la fortuna lo ha assistito, diciamo così.
Fischi, quelli del pubblico di Fuorigrotta, che fanno più male di quelli di Calvarese; si è nel cuore nella stagione, ora più che mai tocca stare vicino a questa squadra.
Gioco, latita e anche pesantemente nel primo tempo; nella ripresa gli azzurri si accendono ad solo intermittenza, il fischietto di Teramo e la sfortuna fanno il resto.
Henrique, una serata da dimenticare in fretta: subisce il fallo non fischiato da cui nasce il vantaggio degli ospiti, e poco dopo si vede respingere sulla linea un colpo di testa destinato in fondo al sacco. La mala suerte…
Irritante, l’atteggiamento di Sportiello, che ad ogni pallone toccato si lanciava a terra manco sulle tribune ci fosse stato un cecchino con il mirino puntato su di lui.
Lazio, padrona di quel terzo posto che doveva essere l’obiettivo minimo, con ben cinque punti di vantaggio. A dieci giornate dalla fine, il margine inizia ad essere pesante.
Mertens, passettino indietro rispetto alle ultime, ottime, uscite: entra a partita in corsa per cambiarla, ma risulta troppo evanescente non creando mai pericoli all’Atalanta.
Numeri, impietosi, nel certificare una supremazia futile ai fini della vittoria: 64% di possesso palla, 20 tiri totali.
Otto, gli arbitri, che servirebbero per valutare bene determinati episodi. La butta sull’ironia Benitez, un signore anche nelle situazioni più sconcertanti.
Pinilla, fa il suo mestiere andando a segnare nonostante la scorrettezza, ma la cosa migliore la fa dopo, quando davanti alle telecamere afferma : “Henrique è scivolato”.
Quattro, le giornate senza vittoria in campionato: dal 23 febbraio al 23 marzo, un mese che più nero non poteva essere
Rafa, si busca la prima espulsione in carriera, oltre a qualche (giusta) critica per una lettura della gara alquanto deficitaria.
Seminare, e bene, ha usato questa espressione Benitez per indicare cosa dovrà fare il suo Napoli nel mese di Aprile; giustamente, ieri, si era ancora al 23 di Marzo.
Tosto, il calendario da qui in avanti: la trasferta dell’Olimpico e il match interno contro i viola di Montella diranno dove potrà arrivare questa squadra.
Undici, i punti in meno rispetto alla passata stagione, senza il “fardello” della Champions: c’è qualcosa che non quadra, e Benitez lo sa.
Veleni, nel post-partita, tra proteste furibonde sul terreno di gioco e tweet belli che pesanti: la voce di chi non ci sta!
Zapata, ormai è abitudine, quando gli azzurri sono sotto lui entra dalla panchina e da lo scossone giusto: sesto gol in campionato per lui in appena 517 minuti giocati, chapeau!


