Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Milan dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Atmosfera surreale al San Paolo: stadio in silenzio per cinquanta minuti, Napoli sotto di due gol. Il prologo di una notte amarissima, prima della scossa di Piotr!

Bordata di fischi per Gonzalo Higuain nella fase di riscaldamento, applausi scroscianti per Pepe Reina. Destini differenti per i due calciatori che hanno scritto pagine importanti della storia azzurra. Fondamentale non fare altri scherzi.

Cinico il Milan, che non esprime un gioco spumeggiante ma trova il bersaglio grosso sulle uniche due occasioni vere create: per fortuna serve a ben poco.

Dualismo che non deve esistere in alcun reparto: con un allenatore del genere tutti riusciranno a trovare spazio e a far emergere le proprie potenzialità.

Entusiasmo alle stelle dopo due vittorie arrivate tra tante critiche e polveroni immensi. La serenità di Ancelotti l’arma in piu per trionfare.

Fermo in occasione del primo gol, ma può farci ben poco. Esordio senza grossi interventi da compiere per David Ospina, entrato già nel cuore dei tifosi.

Giocata sensazionale a servire Borini sull’out opposto ed assist al bacio per Calabria: Suso mette in mostra tutta la propria classe al San Paolo, rivelandosi tra i più pericolosi nel reparto avanzato.

Hamsik- Rimandato ancora una volta, non gli si addicono per il momento le vesti di regista. Assolutamente rivedibile in fase di interdizione.

Indiavolati gli azzurri (sia chiaro), che dopo aver subito due sberle trovano il coraggio di rialzarsi per poi abbattere il nemico a suon di reti e di spettacolo.

Lanci lunghi talvolta del tutto controproducenti a causa della buona disposizione difensiva dei rossoneri nel primo tempo. Questa squadra ha tutte le carte in regola per trovare numerose soluzioni per andare verso la porta.

Moduli che cambiano spesso in corso d’opera, a vantaggio di un Napoli che diventa versatile ed imprevedibile. Caro Ancelotti, ma per lei il “modulo” esiste per davvero?

Nessun intervento degno di nota per entrambi i portieri, che si sono limitati a raccogliere i palloni dal sacco e a qualche uscita. Guantoni pulitissimi.

Ottanta il minuto del delirio più totale, il minuto della liberazione, del passaggio definitivo da Inferno a Paradiso. Al folletto Dries le chiavi della felicità.

Pragmatico umanamente, pragmatica la sua squadra che bada al sodo e con una calma olimpica riesce a rimontare due reti di svantaggio.

Quattro i minuti che racchiudono una serata intera: dal gol di Calabria al 49′ alla rete di Piotr al 53′. Amarezza, disperazione, rassegnazione, speranza e poi…a voi il finale!

Reazione di carattere, con le unghie e con i denti ma senza frenesia, gli azzurri ottengono altri tre punti pesantissimi in un altro scontro diretto per la Champions. Meglio di cosi…

Serata particolare per diversi interpreti da una parte e dall’altra: Ancelotti contro il proprio passato glorioso, Reina ed Higuain insieme contro la propria ex squadra, Donnarumma contro i fischi assordanti del proprio paese: un solo uomo ha avuto la meglio, il più esperto!

Trentacinquemila al San Paolo in una notte da incorniciare: la sofferenza ormai è nel DNA di ogni tifoso partenopeo. Segnàti!

Un copione già visto. Stagione 2017/18, seconda giornata: il Napoli è sotto di una rete, non riesce a pungere fin quando una staffilata di Zielinski non rimette le cose al proprio posto. Stagione 2018/19, seconda giornata: il Napoli è sotto di due reti, non riesce a pungere fin quando due staffilate di Zielinski non rimettono le cose al proprio posto.

Valeri- In netta discesa il fischietto di Roma, che dopo i disastri di quella famosa semifinale di coppa, continua a mostrare una netta incapacità di gestire il match. Pessimo!

Zielinski- Semplicemente mostruoso. Dopo la traversa dell’Olimpico il giovane polacco mette a referto un’altra prestazione superba suggellata da due gol strepitosi. Finalmente trascinatore!

 

 

 

 

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