Lo zibaldone azzurro : Juventus-Napoli dalla A alla Z!

Tutto (o quasi) quello che è successo dalla conferenza pre-gara al post-partita lettera per lettera.

Albiol, come una statua di cera osserva il baby Sturaro scappargli via, emblematica fotografia di una stagione costantemente in affanno.

Britos, si fa attrarre dal pallone lasciando una voragine in cui Pereyra può comodamente infilarsi, poi stacca la spina al cervello e rifila una testata violentissima a Morata; ultima in maglia azzurra per lui?

Callejon, a questo ragazzo serve spazio dietro la difesa per esaltarsi; peccato che la Juve non ne conceda, e che lui con la palla tra i piedi il più delle volte non sa che farsene.

David Lopez, un gol, un miracolo di Buffon su una sua conclusione volante (!!!) e un colpo di testa fuori di un soffio; dopo il gol dell’illusione contro il Dnipro si riscopre incisivo sotto rete. Chi l’avrebbe mai detto…

Estate, torrida quella che si preannuncia quest’anno: a Castelvolturno tira aria di rivoluzione…

Fortuna, questa sconosciuta in una stagione sfigata dal primo all’ultimo giorno .

Gargano, dove è finito l’uruguaiano tutto cuore e polmoni ammirato nella parte centrale di stagione? Irriconoscibile.

Higuain, perché se ti chiami così e guadagni quello che guadagni non puoi giocare 45’ di un livello così scadente da far accapponare la pelle; resta negli spogliatoi nella ripresa e qualcosa lì davanti finalmente succede.

Insigne, nella Torino che tanto lo odia ( e lo fischia) cerca sempre di strafare e non riesce a rendersi utile alla squadra; sbaglia anche il rigore, ma questo è un dettaglio.

Lazio, gli bastava un punto per assicurarsi la Champions. La sconfitta nel derby costringerà gli acquilotti ad uscire indenni da un San Paolo che immaginiamo a questo punto strapieno

Marek, si ritrova il pallone del sorpasso sulla testa ma non punisce, rallenta in un paio di situazioni la conclusione permettendo ai bianconeri di murarlo: riflessi appannati anche per lui.

Novità, la Juventus scende in campo con una formazione completamente stravolta ma per larghi tratti della gara il Napoli riesce nell’impresa di farsi mettere sotto.

Orgoglio, sentimento inesistente nella maggior parte dei calciatori in maglia “Denim”; la testa prima dei piedi.

Porta, non più stregata quella dello Juventus Stadium: magra consolazione di un sabato da dimenticare.

Qualità, difesa e centrocampo ne necessitano in abbondanza; inutile avere i fuoriclasse in avanti se il pallone non gli arriva a dovere.

Rafa, un finale di stagione (quasi) da incubo per un congedo che a questo punto rischia di diventare più burrascoso del previsto.

Stadium, ricorda i morti dell’Heysel e giustamente dopo invoca il Vesuvio. #lacoerenza

Terzi, posizione minima ad inizio stagione diventata un miraggio da marzo in poi.

Umore, nero quello del presidente De Laurentiis, sceso negli spogliatoi a fine primo tempo con l’evidente intenzione di fulminare qualsiasi cosa gli capitasse a tiro.

Verità, tante quelle che avremmo voluto ascoltare in queste settimane; niente da fare, il silenzio continua ad oltranza.

Zattera, quella azzurra rischia di non arrivarci nemmeno sulla spiaggia; stagione da mandare in archivio e ricominciare, nuovamente, punto e a capo.

Alla Lazio, gli bastava un punto per assicurarsi la Champions. La sconfitta nel derby costringerà gli acquilotti ad uscire indenni da un San Paolo che immaginiamo a questo punto strapieno.

 

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