UN IMPEGNO CONCRETO: LA CHAMPIONS’ LEAGUE
Campioni del Mondo. Un titolo meramente ornamentale, conseguito contro squadre da oratorio e un Boca Juniors che in Europa sarebbe inferiore almeno ad una decina di squadre. Tanta fuffa per edulcorare agli occhi dei tifosi una stagione al di sotto delle aspettative, che si sta raddrizzando giusto al fotofinish con un ormai insperato quarto posto. Il motivo è arcinoto: squadra anziana e concentrata su un solo obiettivo, la Champions, peraltro sfumata mestamente contro i ragazzi terribili dell’Arsenal di Wenger. Ma le squadre come il Milan hanno sette vite, e grazie soprattutto al colpo di coda di alcuni dei grandi vecchi (Inzaghi su tutti) il quarto posto può restituire alla squadra di Ancelotti la dignità che avrebbe perso finendo in Uefa.
La strada per l’ultimo obiettivo stagionale passa necessariamente per Napoli, e il tecnico milanista si affida al consueto “albero di Natale” per tenere a debita distanza la Fiorentina. Partendo da dietro, accantonato finalmente il pericolosissimo Dida l’incolumità della porta rossonera è affidata all’australiano Kalac (35), di certo non il simbolo della sicurezza. Per questo il compito di preservare il Milan dal gol degli avversari è delegato ad una cerniera che unisce la potenza e l’abilità nel gioco aereo di Kaladze (30) alla classe cristallina e la pulizia negli interventi di Nesta (32). Sul lato destro Ancelotti potrebbe decidere di coprirsi sostituendo il più offensivo Oddo con Bonera (26), terzino vecchio stampo stile Bergomi. Dalla parte opposta l’appannata verve di Marek Jankulovski (31), vecchia conoscenza azzurra. Il centrocampo è orfano del suo ago della bilancia, l’insostituibile Pirlo, motivo per cui sarà una mediana molto muscolare con Brocchi (32) a fare compagnia a Gattuso (30) e Ambrosini (31). Attenzione soprattutto agli inserimenti di quest’ultimo, letale in zona gol quasi quanto un attaccante. Dalla cintola in su il Milan è un mix esplosivo di fantasia, classe e imprevedibilità. Le prime due saranno garantite da Seedorf (32), occhio al suo tiro da fuori, e da Kakà (26), il Pallone d’Oro dalle accelerazioni devastanti. Il terminale è un certo Pippo Inzaghi (35), per il quale parlano i nove gol segnati nelle ultime cinque partite.
Una formazione piuttosto anziana ma assolutamente valida, in grado di accendere e spegnere la gara come avvenuto all’andata. Per la cronaca finì 5-2, con i trequartisti assolutamente decisivi ai fini della goleada, come spesso avviene alle avversarie del Napoli. Certo, la freschezza di Lavezzi potrà risultare determinante contro l’attempata retroguardia milanista, così come sarà interessante la sfida fra il frizzante centrocampo azzurro e la seconda linea tutta corsa e sostanza proposta da Ancelotti. Il Napoli, si sa, non ha più molto da chiedere e l’ha dimostrato nelle ultime uscite; però sarebbe bello strappare ai “Campioni del Mondo” quanto di più caro hanno da raggiungere in questo momento. Bisogna provarci, per salutare come si deve il fantastico pubblico partenopeo, che ancora una volta, anche quando non ci sono più obiettivi, sarà quello delle grandi occasioni.
Probabile formazione (4-3-2-1): 16 Kalac; 25 Bonera (44 Oddo), 13 Nesta, 4 Kaladze, 18 Jankulovski; 8 Gattuso, 32 Brocchi, 23 Ambrosini; 10 Seedorf, 22 Kakà; 9 Inzaghi. All. Ancelotti
