NAPOLI- MILAN 27/11/1988

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Napoli – Milan del 27 –11 –1988, oltre ( com’era prassi in quegli anni ), essere uno scontro – scudetto, rivestiva per la squadra azzurra un aspetto particolarmente importante, visto quel che era successo appena sette mesi prima, e precisamente il 1 maggio. Il Milan di Sacchi, guidato in campo da un Gullit formato – maxi, era riuscito a battere Maradona e c., imponendosi per 3 –2 al termine di una gara incerta e appassionante fino all’ ultimo respiro. Con quel successo i rossoneri, a due partite dal termine, si  portarono in testa alla classifica a quota 43, scavalcando gli azzurri fermi a 42 punti. La cocente delusione che seguì a quella infausta festa dei lavoratori, provocò le successive sconfitte di Firenze e in casa con la Sampdoria, mentre il Milan con due pareggi diventava per l’ undicesima volta Campione d’ Italia, strappando al Napoli di Bianchi un titolo – bis che sembrava ormai certo. In più, per giustificarsi dal crollo finale, i giocatori azzurri decisero di emettere il famoso “ Comunicato anti – Bianchi “, in cui rigettavano sul tecnico la colpa sul crollo finale. Insomma, quel 2 –3 provocò un vero e proprio sconquasso nell’ ambiente partenopeo, e solo la paziente opera di mediazione del tandem Feralino – Moggi riuscì a ricucire in parte uno strappo fra allenatore e squadra che sembrava omai lacerato in tutto e per tutto, per la stagione 1988 –’89, che vide di nuovo Bianchi alla guida del “ ciuccio “. Naturalmente, tutt’ altro clima si respirava in casa – Milan, in quella estate del 1988, con Arrigo Sacchi sulla cresta dell’ onda, dopo le ironie scatenatesi per il suo ingaggio deciso da Silvio Berlusconi  nell’estate precedente.

A causa delle Olimpiadi disputatesi in settembre, la stagione 1988 –’89 ( che dopo ventuno anni presentava il campionato a 18 squadre ) iniziò decisamente tardi, e precisamente il 9 di ottobre, perciò, quando azzurri e rossoneri si ritrovarono in un S. Paolo come sempre stracolmo, era appena la settima giornata, con la classifica che così recitava: Inter p. 11, Napoli e Sampdoria 9, Milan 8. Nella Domenica precedente, il Napoli aveva colto con un mirabolante 5 –3, una straordinaria vittoria sul campo della Juventus, mentre il Milan, nella classica gara “ stregata “, aveva perso a  S. Siro per 2 –1 contro la sorprendente Atalanta di Mondonico. In quel soleggiato pomeriggio novembrino ( allora tutte le partite iniziavano in contemporanea ), agli ordini del famoso arbitro Agnolin, così Bianchi e Sacchi schierarono il proprio indici : Napoli con Giuliani, Ferrara e Francini; Fusi ( 61’ Carannante ), Corradini e Renica ( 80’ Filardi ). Crippa, De Napoli, Careca, Maradona e Carnevale. Il Milan rispose con : Galli, Mussi e Maldini; Colombo ( 61’ Mannari ), Tassotti e Baresi. Costacurta ( 77’ Viviani ), Rijkaard, Van Basten, Evani e Virdis. Come si può notare, anche allora c’era il sempiterno Maldini, mentre per infortunio era assente il grande protagonista della sfida del 1° maggio, al secolo Ruud Gullit. Contrariamente a quanto ci si potesse attendere, fu il Milan ad assumere sin dall’ inizio le redini del match, con il suo gioco fatto di scambi veloci palla a terra, di pressing feroce e di sovrapposizioni; per due volte fu abile il povero Giuliani ad impedire ad Evani e Colombo di andare in gol. Sornionamente, il Napoli aspettava il momento giusto, che arrivò puntuale al 42°. Ecco come : attaccato da tutte le parti nel cerchio di centrocampo, abilmente Massimo Crippa rilanciò ( per la verità un po’ a casaccio ma efficacemente ) in avanti, favorendo lo scatto di Diego, che era riuscito a beffare la trappola del fuorigioco sistematico dei rossoneri. Prontamente però, gli venne incontro Giovanni Galli, chiudendogli lo specchio della porta; e in una frazione di secondo, cosa t’ inventa il diabolico “ Pibe “ ? Da ben venticinque ( dicasi venticinque ) metri effettua un pallonetto di testa, con la palla che lemme lemme conclude la sua stanca corsa in fondo alla rete; ma le sorprese nel primo tempo non erano finite lì. Anzi; esattamente al 45°, sfruttando di destro al volo un clamoroso errore di quel grande difensore che era Franco Baresi, Antonio Careca portò il punteggio sul 2 –0, scatenando un entusiasmo letteralmente folle di gioia da parte dell’ immenso pubblico azzurro. Oramai la gara era in discesa, e, passati tre minuti nella ripresa, riprendendo una corta respinta di Galli su tiro di Carnevale, andò a rete Francini per la terza volta. Quindi, in appena sei minuti, il Napoli era stato capace di bucare per tre volte la rete dei campioni d’ Italia, che,  nella stagione precedente, avevano subito appena 14 gol. A quel punto il più era ovviamente fatto, anche se il Milan con un rigore di Virdis al 65’, aveva creato un po’ di apprensione, subita rientrata al 78’, quando, al termine di uno sfolgorante contropiede, Careca realizzò la sua personale doppietta, portando il punteggio sul 4 –1.Fu il trionfo del calcio all’ italiana sul gioco all’ olandese, meno spettacolare ma quel giorno senz’ altro più pratico. Ma soprattutto, la vendetta per quel maledetto primo maggio, era stata compiuta! 

BILANCIO: E’ in perfetta parità il bilancio a Napoli fra azzurri e rossoneri : 21 per parte sono le vittorie, con il contorno di 17 pareggi; l’ultimo successo azzurro è datato giovedì 18 maggio 1995 ( 1 –0 con rete di Agostini ). Si giocò infrasettimanalmente perché il mercoledì successivo, il Mlan era impegnato contro l’ Ajax per la finale di Champions league. Il Milan invece ha avuto per l’ ultima volta la meglio nel torneo 1997 –98’ imponendosi per 2 –1 il 4 gennaio 1998, grazie ai gol di Leonardo e Ganz, ai quali solo parzialmente rispose Claudio Bellucci. In parità invece ( 0 –0 ) si è concluso l’ ultimo incontro dell’ otto aprile 2001. Ora, non solo per concludere al meglio un’ annata comunque positiva, siamo certi che Reja e c., vorranno far tornare dalla parte giusta il bilancio riguardante i successi. O no ? Speriamo proprio di sì!  

 

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