Tatticamente – Diawara come un tutorial: tutto quello che cerchi in un centrocampista

Prima di “Marassi”, 2+2 era la combo di partite disputate dal 1′ da Amadou Diawara nell’attuale stagione: nemmeno il 30% netto rispetto al totale – tra campionato e Champions, preliminari inclusi; tutte in trasferta tra l’altro – Verona, Ferrara, Charkiv e Manchester. Sempre in mezzo a Zielinski ed Hamsik: quando ci sono loro due, la presenza del guineano in campo – titolare – è praticamente una certezza. Il perchè è evidente: con delle mezzali così, il terzo – il metronomo – deve dare copertura alla difesa, più di quanto non sappia già fare – ad esempio – uno come Jorginho. A Genova, Sarri decide di giocarsela proprio con questi tre: scelta – in teoria – quantomeno discutibile considerate le caratteristiche dell’avversario – molto dinamiche – e tenuto anche conto del loro stato di forma. Il gol di Taarabat – e sono quattro, poi diventate cinque su sette le reti incassate in Serie A quando manca l’11 base – sembrava potesse confortare taluni (brutti) presagi e far rimpiangere ancora una volta l’esclusione di Allan o il mancato impiego di Rog. Ma è Diawara a metter tutti d’accordo, a saper fare qualsiasi cosa: impostare alla Pirlo come ringhiare alla Gattuso, lanciare le punte e alzare la diga per arginare le ondate.

 

L’efficacia di Diawara in fase di non possesso: una manna dal cielo, che tampona le falle e fa tirar più d’un sospiro di sollievo a chi commette l’errore. La situazione: Koulibaly perde il duello con Galabinov su un rinvio del portiere; il bulgaro la spizza all’indietro; la sponda riesce e giunge a destinazione, all’accorrente Rigoni, che raccoglie il rimbalzo. Nel frattempo, però, Diawara segue lo sviluppo dell’azione, correndo come un forsennato per coprire lo spazio lasciato libero dal compagno

 

Fino a che non raggiunge quelli rimasti in copertura: con Koulibaly e Ghoulam fuori posizione, Hysaj-Diawara-Chiriches è una momentanea difesa a tre. In situazioni d’emergenza come questa, il lavoro dei centrocampisti diventa fondamentale: sono loro gli immediati difendenti se il centrale – di ruolo – si stacca dalla linea ma fallisce l’anticipo. Le famose coperture preventive.

 

Versione “libero” – d’una volta -, ma anche regista: Diawara interpreta da veterano la dicitura de “Il metodista”.

Quando può, non disdegna la conclusione in porta se gli attaccanti non offrono soluzioni di passaggio:

E nemmeno lo spiovente da quaranta metri, che Mertens trasforma in oro:

 

 

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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