Tatticamente – La “follia” di Hysaj è lo sterminio definitivo del Sarrismo!

Finalmente un Napoli concreto. Lo stesso, dal punto di vista della prestazione, di Firenze; lo stesso anche dell’altro 0-0, quello in casa col Torino: bello da vedere e ispirato, con l’unica differenza che stavolta sono arrivati anche i gol. Parma dominato in lungo e in largo: Gervinho non ha toccato palla, Inglese l’unico a provarci con la forza della volontà. Ma un Napoli così in forma, che fa girare velocemente il pallone, tenendolo quasi per il 70%, e che soprattutto riesce ad inquadrare la porta con facilità e cattiveria – come vuole Ancelotti -, è un avversario complicatissimo per chiunque. L’aspetto interessante delle ultime giornate è l’equilibrio che questa squadra sta mostrando di avere, che la rende una delle meno battute del torneo (seconda miglior difesa), e soprattutto più difficili da penetrare. Si difende con disciplina, pur mantenendo comunque un assetto estremamente offensivo e aggressivo. Quinto clean sheet consecutivo nelle ultime cinque gare di Serie A: ci sono dei motivi che lo testimoniano. Sono essi sia tecnici che tattici, e riguardano Allan. Allan è completamente “recuperato” sotto ogni punto di vista, è tornato ad offrire prestazioni da fuoriclasse ed è tornato ad essere probabilmente un “lusso” per il livello del nostro campionato: in coppia con Koulibaly è devastante; si proteggono e sostengono a vicenda, insieme formano un muro invalicabile. È il Casemiro del Real Madrid, se vogliamo: perno davanti alla difesa, si posiziona in mezzo ai due centrali mentre il resto dei compagni spinge in massa e mette alle corde il Parma. Ancelotti vuole che il Napoli attacchi con tanti uomini, che abbia una manovra avvolgente: per farlo senza correre il rischio di “sbilanciarsi” e prendere delle imbarcate in contropiede, per consentirsi di portare in avanti entrambi i terzini, di accompagnare con gli esterni vicini alle punte, e con Fabian a rimorchio che sta studiando da metodista, ha bisogno di giocatori “alla Allan”, bravi nell’uno contro uno, che fanno reparto da soli e moltiplicano le forze, che fermano sul nascere le ripartenze avversarie ed immediatamente ribaltano il fronte da una parte all’altra. È un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo: è il compromesso individuato da Ancelotti per avere una formazione sempre compatta in entrambe le fasi, che sfrutti le caratteristiche dei singoli dentro un’organizzazione collaudata. In sostanza il Napoli attacca difendendosi. E viceversa. Blindata la porta, adesso l’obiettivo dovrà essere innalzare la media-gol all’attivo. I quattro fatti al Parma sono un viatico importante, da cui ripartire soprattutto in vista delle prossime sfide di cartello. Con uno Zielinski in più: vive una condizione straripante, di grande entusiasmo, probabilmente la migliore dell’intera carriera in azzurro; oramai Ancelotti gli ha cucito addosso il ruolo che sembra fatto apposta per esaltarlo. E l’assenza di Hamsik gli starebbe giovando: è libero di andare a prendersi la scena, pedalare sulla fascia ed entrare dentro al campo. Un pò mezzala, un pò ala, un pò trequartista: un pò tutto. E’ il simbolo attuale del progetto sposato da Ancelotti: il giocatore di qualità che cresce, matura, si evolve; capace di svincolarsi dagli schemi e non perdere il proprio valore (assoluto).





