SOTTO LO STRETTO… NIENTE

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A voler ascoltare la cabala, al prossimo Palermo-Napoli ci si può giocare direttamente il risultato esatto. Da che il Napoli è tornato in serie A la gara del “Barbera” termina sempre allo stesso modo, tanto che conoscendo il popolo partenopeo si staranno sicuramente approntando adeguate contromisure contro il malocchio. Superstizioni a parte, è il caso di passare ad argomenti più seri ed analizzare al meglio una gara che ha offerto diversi spunti, nel bene e nel male. Se gli aspetti positivi possono servire a non perdere il sorriso nonostante la battuta d’arresto, per quelli negativi c’è da riflettere e magari, perché no, da rimediare affidandosi al generoso rush finale di mercato. 

Il succo del discorso è che stasera il Napoli poteva vincere e invece ha perso. Così è il calcio, direbbe il solito qualunquista: puoi dominare l’intero match ma poi bastano un paio di episodi sfavorevoli e sei fregato. Questo è vero, ma se gli azzurri tornano a casa con le pive nel sacco un motivo ci sarà, e non è sempre e solo colpa della jella. La storia della gara nel primo tempo parla di una squadra lucida e volitiva, che dimostra agli scettici quanto sia importante affidarsi ad un ritiro precampionato fatto come si deve piuttosto che ad un’allegra scampagnata estiva in montagna. Il 3-5-2 di Donadoni è tutt’altra storia rispetto a quello del suo predecessore, e offre svariate soluzioni tattiche, dagli affondi sugli esterni alle verticalizzazioni per vie centrali. Lavezzi e Quagliarella, sebbene un po’ spuntati in fase conclusiva, squarciano spazi per gli accorrenti compagni. Ne beneficia soprattutto il solito Hamsik che quando è in vena e trova un buco ci si infila sempre a meraviglia. La vera svolta però, vivaddio, giunge dai calci da fermo. Tre legni e un gol annullato, tutti su palla inattiva, a testimonianza che i calci piazzati sono finalmente un’arma letale e non più solo uno speranzoso tentativo di cavare qualcosa da un colpo di… coda. Ma non sono solo gli highlights e le statistiche a dare idea della supremazia partenopea nella prima frazione. È il gioco, quello che aspettavamo tutti. Quello inizia a lasciarsi intravedere e a far presagire un futuro roseo, di certo più del passato prossimo. Peccato che nella ripresa la squadra sia calata vistosamente rendendosi molto meno pericolosa e offrendo il fianco alle tremende ripartenze del Palermo (a proposito, il talentino Pastore è classe pura, un vero colpaccio di Zamparini); ma questo è forse da addebitare alla condizione ancora non ottimale della truppa di Donadoni. Del resto il campionato è appena iniziato e non si può pretendere subito la luna. 

Le note dolenti, semmai, hanno altre origini. Il centrocampo, ad esempio, per quanto vibrante nel pressing (con Bogliacino e Gargano) e ricco di inventiva (Hamsik e lo stesso Boglia, ottimo in entrambe le fasi) risulta però un po’ leggerino con il solo Gargano a fare da incontrista. Ciò che preoccupa di più, nell’osservare le reti del Palermo, è più in generale la questione tecnico-tattica.  Le topiche di Maggio e Zuniga evidenziano il peccato originale del modulo a tre difensori e cinque centrocampisti: quando gli avversari presentano attaccanti molto larghi sulle fasce, gli esterni azzurri sono timidi nell’attaccare e disattenti in copertura, complice anche la scarsa lucidità dovuta ad un ruolo troppo dispendioso sul piano aerobico. Tra l’altro sembra uno spreco adattare il colombiano (o anche Datolo) in una posizione non sua quando dall’altro lato farebbe sfracelli. Meglio risolvere una volta per tutte il problema sulla corsia mancina, comprando un esterno di ruolo che manca ormai da tempo immemore. Fluidificante a sinistra e mediano di rottura, questi i ruoli da coprire in fretta, magari con due grandi acquisti come sarebbero De Ceglie e Mudingayi. Quest’inizio di campionato a un passo da ferragosto viene scomodo per tanti motivi, ma almeno un lato positivo lo offre: fa valutare il lavoro estivo a mercato ancora aperto e dà quindi modo di rimediare ad eventuali errori strutturali: perché non sfruttare questa grande occasione offerta dal calendario?

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