Un Napoli da trincea sempre più pragmatico

Centoventi volte Dries Mertens: un Napoli versione Coppa Italia corsaro a Cagliari, batte i sardi nel segno del belga, che si porta ad un solo gol di distanza dal record di gol in maglia azzurra attualmente detenuto da Marek Hamsik. Una partita dai ritmi assai blandi, il Napoli ha provato a condurre il gioco senza mai però affondare più di troppo sull’acceleratore. Nessun tiro in porta nel primo tempo. Gattuso sceglie per 10/11esimi la formazione che mercoledì aveva trionfato a Milano con l’Inter: unica differenza Hysaj per Mario Rui. Per il resto, ancora Elmas preferito a Insigne, non al meglio: bene anche questa sera il macedone, gran personalità la sua, ha tentato varie volte la giocata nell’uno contro uno; il talento ce l’ha, qualche numero interessante pure, è un talento da sgrezzare – ma questo lo sapevamo già -, che riesce ad adattarsi anche qualche metro più in avanti. È destinato a crescere ulteriormente fino al termine della stagione e rappresentare l’uomo in più sia in attacco che a centrocampo, per Gattuso, oltre che una delle pedine su cui puntare per ricostruire il Napoli che verrà. Tatticamente tante similitudini con l’atteggiamento mostrato a San Siro: Napoli prudente, rispettoso – forse fin troppo – anche di un Cagliari in crisi, senza Nainggolan e soprattutto a secco di vittorie da due mesi; che decide di gestirsi, aumentare i giri nella ripresa e rischiare il giusto. Poi è fortunato a trovare il gol-vittoria, e innanzitutto del vantaggio – importantissimo – perché può contare sull’unico fuoriclasse presente in campo: Dries Mertens, che dal nulla inventa una girata che fulmina Cragno che non accenna nemmeno l’intervento; straordinario colpo da biliardo, da fermo, col corpo all’indietro. Senza guardare, con gli occhi sulla palla ed il petto in fuori, poi dritto verso lo spicchio di tifosi azzurri pazzi di gioia e del loro “Ciro”. Era un match destinato a restare inchiodato sullo 0-0, ma nel calcio esistono i campionati che queste gare le decidono da soli. Gattuso ha finalmente il suo centravanti ideale, dopo le prove generali iniziali con Milik: troppo evidente il gap a sfavore del polacco. Il Napoli conferma che per vincere non serve per forza di cose entusiasmare e brillare dal punto di vista del gioco – se ne è convinto lo stesso Gattuso, che ha cambiato pelle a se stesso e ai suoi: la fase difensiva e l’equilibrio vengono prima di tutto, quindi lo spettacolo – se necessario. Da sottolineare ancora una grande prova di Manolas, vero leader senza Koulibaly: un gladiatore insuperabile quando la sua squadra si chiude in trincea. Il Napoli di Gattuso ha finalmente trovato punti e cinismo anche in campionato: primo clean sheet per il calabrese in campionato, su un campo comunque come al solito insidioso. La classifica si muove: superate in un sol boccone Cagliari, Bologna e Milan. Con l’Europa nel mirino.

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

Translate »