ROMA- NAPOLI 12/09/93 (2-3)

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L’ ultima vittoria azzurra nell’ Olimpico tinto di giallorosso porta la firma del “ Califfo di Viareggio “, attuale campione del mondo, al secolo l’ imperturbabile Marcello Lippi, conduttore del Napoli che il 12 settembre 1993 sconfisse la squadra guidata dal Carletto Mazzone, per la prima volta al timone della sua amata “ Magicca “. L’ estate di quello anno in pratica sancì la fine del lungo regno dell’ Ing. Ferlaino, costretto, dopo aver solo l’ anno prima aver effettuato l’ ultima grande campagna – acquisti, a vendere al Parma Zola e Crippa, riuscendo per i capelli, dopo aver per la verità resistito a cedere pure Fonseca e Ferrara, ad iscrivere la squadra al campionato, prima di mettersi temporaneamente da parte ( sino al 1995 ) cedendo la presidenza alla famiglia Gallo. In prestito arrivarono Paolo Di Canio e il libero Bia ( che non confermò in seguito le grandi prestazioni messe in mostra durante la sua permanenza in riva al Golfo ), oltre a Buso e Corini a titolo definitivo. L’ inizio fu difficoltoso, con due sconfitte contro Sampdoria e Cremonese, ma mel turno precedente, nonostante lo 0 –0 casalingo contro il Torino, Ferrara e c. avevano disputato una bella prova. Così così anche l’ avvio dei capitolini, vincenti contro la Juventus, ma perdenti contro il Genoa ( oltre ad un pari contro l’ Udinese ).

L’ avvio del match come da copione vede la Roma all’ attacco, senza molto costrutto, con il tedesco campione del mondo Hassler bloccato dal ventenne Cannavaro, e con Giannini non in una giornata di grazia. Al 25° il punteggio si sblocca durante una delle prime incursioni in area avversaria del Napoli ; Gambero tira dal limite, la palla deviata assume uno strano rimbalzo, che favorisce l’ inserimento di Buso, che con un secco diagonale da sinistra a destra, porta gli azzurri in vantaggio. La reazione romanista è sterile, la difesa partenopea ha buon gioco, ma al 44° all’ improvviso, di testa in tuffo Rizzitelli brucia sul tempo Ferrara, e realizza l’ 1 –1 con il quale le squadre vanno al riposo. Al 52°, ecco giungere il gol tanto atteso : Paoletto Di Canio, storica bandiera laziale, ben servito da Buso, appena dentro l’ area, scarica un meraviglioso destro all’ incrocio dei pali, andando poi a festeggiare in panchina con l’ ex “ nemico “ Sebino Nela ( 11 anni alla Roma ). Passano soli quattro minuti però, e con un gran tiro da trenta metri Bonacina riporta il punteggio in parità. Al 73° arriva il gol decisivo ; lungo lancio dalla metà campo, Ciro Ferrara in proiezione offensiva effettua con difficoltà lo stop che comunque mette fuori gioco Piacentini. Abilmente evita Comi, e con un tiro – fotocopia rispetto a quello di Di Canio, realizza il definitivo 3 –2 a favore del Napoli. Nel finale verranno pure espulsi i giallorossi Piacentini e Bonacina, segno evidente del malessere che quel giorno serpeggiava in casa romanista, e così Lippi e i suoi non incontrarono soverchie difficoltà per tornare a mergellina con un insperato successo. Che dette il là ad un magnifico campionato, culminato con la ( imprevista alla vigilia )  qualificazione in Coppa Uefa.

STATISTICHE 

La gara sopradescritta racconta dell’ ultimo dei soli otto successi ottenuti dagli azzurri in casa della “ lupa “, anche se nel  bilancio complessivo figurano pure 27 pareggi, compreso l’ ultimo relativo al primo turno della stagione scorsa ( 31 agosto 2008 ). Al gol di Aquilani nel primo tempo, ad inizio ripresa “ Marechiaro “ Hamsik firmò con una plastica giravolta l’ 1 –1 finale. La Roma, che si è imposta per 27 volte in totale sul Napoli, non vince dal 2000 –2001 , stagione del 3° scudetto giallorosso, con il secco punteggio di 3 –0 ( Del Vecchio, Totti e Batistuta ). Entrambe le squadre non stanno vivendo uno dei loro momenti più felici ; speriamo che per gli uomini di Ranieri, almeno per domenica pomeriggio, continui così…

 

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