RIVIVIAMO I PRECEDENTI AL SAN PAOLO TRA NAPOLI E BARI

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Campasse pure “ cient’anni “, l’ avversario chiamato Bari ,Diego Armando Maradona non potrà mai dimenticarlo. Infatti, proprio contro i “ galletti “ pugliesi, il “ pibe de oro “ calcò per l’ ultima volta da giocatore, l’ amata erba del “ S. Paolo “. In un soleggiato pomeriggio da primavera anticipata ( 17 marzo 1991 ), senz’ altro né lui né nessuno altro avrebbe( forse )  potuto immaginarsi ciò che sarebbe successa da lì a poco. Quel giorno il Napoli ebbe la meglio sul Bari per 1 –0, grazie ad un colpo di testa vincente di Gianfranco Zola ( che firmerà l’anno dopo su punizione la gara successiva vinta col medesimo punteggio ), servito manco a dirlo, con un cross al bacio di Diego dopo cinquanta minuti di gioco. La domenica successiva, in un ideale amaro passaggio di consegne, la Sampdoria di Vialli e Mancini che si apprestava a scucire lo scudetto dalle maglie azzurre, sconfisse per 4 –1 gli uomini di Bigon, con il gol della bandiera naturalmente messo a segno da Diego. Sarà quello l’ ultimo degli 81 gol da lui realizzati in serie A. Quattro giorni dopo, ecco arrivare l’ imprevedibile, terribile sentenza :  a seguito di un controllo antidoping risultato positivo dopo il match con il Genoa del 24 febbraio, a  Maradona  per consumo di cocaina, venne inflitta una squalifica di 18 mesi. Andava così melanconicamente a chiudersi, l’ epoca di un’ indimenticabile irripetibile favola, durata per sette lunghi anni.

Appena un anno prima, il sabato santo del 1990, a due giornate dal termine dal secondo scudetto, l’ intero attacco azzurro ( Maradona su rigore, Carnevale e Careca )   andò a segno nel rotondo 3 –0 finale contro un Bari già al sicuro in classifica. Pure una bandiera come Bruno Pesaola difficilmente può non ricordarsi le maglie biancorosse della cosiddetta “ Milano del sud “. Il 22 dicembre 1959 il “ Petisso “, a causa di una sforbiciata mal riuscita di un difensore pugliese, subì un grave taglio all’ occhio, facendo temere il peggio, poi fortunatamente scongiurato. Anche se ancora oggi, chi ben conosce l’ immarcescibile Bruno, nota che quando fa l’ occhiolino il movimento della pupilla non è del tutto naturale. Quel giorno poi il Bari ebbe anche la meglio per 2 –1, ripetendosi col  medesimo punteggio registratosi il 18 gennaio, sempre del 1959. Sono queste le uniche due vittorie conquistate dai pugliesi su un totale di 30 incontri, sei dei quali disputati in serie B, compreso l’ ultimo scontro datato 31 marzo 2007, terminato col punteggio di 1 –1 ( Eramo per il Bari al 38° , Bogliacino con un bel sinistro al volo per gli azzurri al 67° ) . Complessivamente quindi, il Napoli si è imposto in ben 21 occasioni a fronte di soli 7 pareggi. La prima gara in assoluto si disputò allo stadio dell’ “ Arenaccia “ il lontano giorno del 4 ottobre 1931 ( 3 –0 con doppietta di  Vojak e gol di Sallustro ). A cavallo fra il 1932 ed il 1941 registriamo altri 5 successi partenopei insieme a due pareggi. Da incorniciare il 5 –1 del 27 aprile 1947 ( doppiette di Santamaria e Busani ), mentre nella stagione seguente, il punto del successo è firmato dall’ albanese Naim Kriezu, guizzante ala destra scudettato con la Roma nel 1942. Napoli – Bari va ricordata pure per aver registrato sulla panchina azzurra il debutto di un “ santone “ come il simpaticissimo Vujadin Boskov, il 23 ottobre 1994, dopo che un 5 –1 subito in casa della Lazio costò il posto a Vincenzo Guerini. Mai esordio fu più felice : con due reti del “ Condor “ Agostini, aggiunte ad un rigore trasformato al 90° da Benny Carbone, gli azzurri s’ impongono per 3 –0. Da citare infine tre vittorie per 1 –0, firmate da tre uomini che, anche se in misura diversa, hanno fatto la storia del Napoli : Improta ( 1970 ), Renica ( 1986 ), Zola ( 1991 ), nel famoso match sovra descritto. Il Napoli di Mazzarri, me nelle ultime tre gare ha centrato solo tre “ X “. Non sarebbe ora d’ invertire la tendenza verso la “ V “ ?   

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