Il ritorno di Don Camilo

Finalmente ripresosi dal suo secondo grave infortunio, Zuniga potrebbe rivelarsi utile in sostituzione di Maggio, tanto in fase difensiva che in quella offensiva. E dal suo utilizzo ne trarrebbe vantaggio, insieme a lui stesso, anche Callejon

A livello professionale ed etico non si può parlare affatto male di Christian Maggio. Se tuttavia andiamo ad analizzare il Maggio giocatore, il giudizio diventa meno lusinghiero. E non tanto perché del motorino che scorrazzava sulla fascia destra azzurra ai tempi di Mazzarri abbiamo solo un’opaca rimembranza e nulla più, ma anche per quelle carenze tecniche emerse in tutta la loro natura sotto la guida di Benitez. Carenze, beninteso, piuttosto gravi per un esterno basso impiegato in un 4-2-3-1. Su tutte, l’imprecisione sui cross e nello scartare l’avversario. La timida ripresa avuta negli scorsi mesi, quando se non altro aveva mostrato impegno e abnegazione, è stata spazzata via dalle ultime deludenti prestazioni. Ora però che il vicentino è tornato ad arrancare, pare possa riemergere dalle retrovie una valida alternativa finalmente a disposizione: il redivivo Juan Camilo Zuniga.

NON PIU’ COME PRIMA – Dal suo rientro in campo, il colombiano ha totalizzato a malapena una ventina di minuti scarsi nella doppia sfida con la Dinamo Mosca. Troppo poco per giudicare una sua effettiva ripresa. D’altronde è giusto così: dopo uno stop prolungato è cosa buona non forzare troppo la mano su di lui. Anzi, lungi da noi la pretesa di chiedere a Don Rafé un riutilizzo immediato e continuo del giocatore. Eppure, in quei minimi scampoli contro i russi, due cose sono rimbalzate all’occhio. Primo: il suo piazzamento a destra, sul quel lato naturale da cui era stato esiliato fin dalla sua prima stagione partenopea, adattato sul fronte mancino con risultati comunque eccellenti. Secondo: il suo posizionamento avanzato, da un punto di partenza molto meno arretrato rispetto a quello al quale eravamo abituati nel periodo dell’umile Walter. Due indizi fanno una prova, si dice, sebbene non sempre quest’adagio si dimostri veritiero. Nondimeno i suddetti aspetti risaltano l’evidenza di una mossa passibile di venire attuata da Benitez in un futuro non tanto remoto. Una mossa tale da consentire al Ciuccio di dotarsi di un’arma davvero letale su quella fascia destra motivo, quest’anno, di dolori più che di gioie.

DOPPIA COPPIA – La mossa è semplice ed essenziale: l’inserimento di Zuniga al posto di Maggio come esterno basso destro. Non ce ne voglia l’ex doriano, ma la presenza al suo posto del sudamericano garantirebbe al Napoli benefici indiscutibili. Innanzitutto in fase difensiva. Camilo è nato terzino, come Christian del resto. Ma con una piccola differenza: il primo difende molto meglio. Non affonda subito il contrasto, non azzarda il tackle a vuoto col rischio di farsi cogliere d’infilata. Sa attendere l’avversario, temporeggia grazie alla sua resistenza fisica, e quando l’ala nemica prova a scendere l’anticipa prontamente rubandole il tempo. E una volta presa palla, ecco i pregi ben noti dell’interessato nell’altra fase, quella offensiva: dribbling secco, velocità, tecnica. Una caratteristica, quest’ultima, evidente nella precisione dei traversoni, parimenti alla capacità di trovarsi talvolta la mattonella per battere direttamente a rete. Può bastare siffatta descrizione ad avallare il cambio della guardia? Sì, senz’altro. Ah, dimenticavamo un altro particolare. La presenza stabile di Zuniga aiuterebbe ampiamente Callejon. E non soltanto perché l’andaluso favorirebbe le sovrapposizioni del numero 18 grazie alla sua tecnica, ancorché appannata da molto tempo a questa parte. Agendo anche da esterno alto, infatti, il colombiano consentirebbe all’ex madridista di rifiatare e rendersi utile in un ruolo, quello di terzino puro, nel quale Calleti si è calato più che egregiamente sacrificando la sua prolificità in zona goal. E rientrando in difesa, gli darebbe la possibilità di segnare quelle reti che tanto mancano al Napoli. Una doppia coppia di esterni, quindi, pronta a scambiarsi alternativamente i compiti sul lato destro senza andare in confusione. Vabbè che Benitez attua scambi di posizione perlopiù sulla trequarti, spostando le pedine laterali. Ciò nonostante affidarsi in toto a Zuniga e, al tempo stesso, mettere mano a una simile variante tattica sarebbe davvero fondamentale per questi ultimi due mesi. Con un giocatore che può spezzare un digiuno troppo lungo e, soprattutto, con un altro pienamente recuperato (speriamo!), in forma e capace di rivelarsi prezioso per gli obiettivi che gli azzurri possono ancora perseguire. Volontà di farlo a parte, si capisce.

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