RIFORMINA
Ecco la svolta, il programma di rilancio pensato per il calcio italiano. La firma in calce è quella di Carlo Tavecchio, discusso e discutibile Presidente della FIGC. Si punta tutto sui giovani, attraverso la valorizzazione dei vivai. Nei fatti, però, la “riforma epocale” è più simile ad un brodino. La solita operazione a metà, destinata a non incidere profondamente. La novità più interessante è relativa al numero dei giocatori in rosa: in tutto dovranno essere venticinque. Il discorso giovani, invece, lascia parecchio a desiderare: dovranno essere almeno otto, di cui quattro cresciuti in Italia e quattro cresciuti nel vivaio del club per cui sono tesserati. Nessuna garanzia sull’impiego, sul totale coinvolgimento dei ragazzi nel progetto tecnico. Non basta occupare una casella, riempire uno spazio. Serve la volontà, qualla che per ora continua a mancare.

