REJA COME ERASMO,IL SUO NAPOLI E’ L’ELOGIO DELLA FOLLIA
Prima di affrontare la delicata questione azzurra alla luce dell’ennesimo passo falso casalingo, è d’uopo precisare un assunto. Si è soliti definire la follia come un’ alterazione mentale che genera comportamenti sconsiderati ed illogici. Beh, è lapalissiano che se volessimo fare un parallelismo potremmo ricondurre le discutibilissime (purtroppo oltre il superlativo non è possibile andare) scelte del tecnico goriziano a tali dissennatezze. In fondo il suo operato risulta di difficile comprensione ad una mente che cerca di operare riflessioni con razionalità. Tre sono le antinomie di cui discuteremo. Partiamo dal modulo. Spazio al tanto agognato 4-3-3 , ma ecco subito un’incongruenza:sugli esterni largo a Savini e Grava. Prima eresia visto che con una difesa a quattro sarebbero preferibili laterali avvezzi all’offesa più che al contenimento. Se ne ha dimostrazione nella manifesta incapacità della squadra di mantenersi corta e di effettuare movimenti veloci per favorire la trappola del fuorigioco(vedi primo gol di Pozzi). Il secondo sentore di una diagnosi di ritardi dovuti forse all' età si ha nella ripresa. La duplice espulsione di Zalayeta e Piccolo costringe Reja al primo cambio. In dieci contro dieci, con gli spazi che aumentano, era auspicabile un uomo di movimento capace di coadiuvare l’irrefrenabile Lavezzi ed invece eccoti l’inspiegabile. In campo entra Sosa che prende il posto di Hamsik. Errore doppio visto che oltre al poco movimento offerto dal Pampa, il Napoli perde una delle poche teste pensanti ed è costretto all’inferiorità in zona mediana.
L’Empoli non si fa pregare ed inizia ad operare di rimessa trovando prima il vantaggio con la personale doppietta di Pozzi e successivamente guadagna con Giovinco l’espulsione di Domizzi. A questo punto Reja invita i numerosi tifosi azzurri all’insulto ripetuto. Il navigato tecnico manda in campo Santacroce al posto di Mannini alzando di fatto bandiera bianca e cedendo il fianco alla smania empolese che trova con Budel il terzo e conclusivo sigillo. Tre inspiegabili mosse che conducono di fatto il Napoli ad un auto scacco matto contro (ora è il caso di dirlo) una diretta concorrente alla salvezza. Perso quanto fatto ad inizio stagione, è giunto il momento di prendere decisioni importanti prima che la nave affondi, prima che il caos occupi la mente di tutti coloro che tanto si aspettano da un progetto ambizioso come quello professato dal presidente DeLaurentiis.In fondo non sbagliava François De La Rochefoucauld nel dire che non c'è travestimento che possa alla lunga nascondere l'amore dov'è, né fingerlo dove non è…
