CONTRO LA JUVENTUS PER IL BOOM!
Il Napoli giochicchia e la Juventus scappa. Questo potrebbe essere il riassunto della giornata calcistica che cade alla vigilia dello scontro diretto del 1° marzo tra le mura amiche del San Paolo.Certo il calendario arride ai bianconeri che hanno affrontato tra le mura amiche un buon Siena che si è presentato guardingo allo Juventus Stadium ma nulla ha potuto contro la netta supremazia tecnica degli avversari. Mentre il Napoli ad Udine ha disputato un’ottima partita sul piano della personalità ma non ha trovato per l’ennesima volta, come sta accadendo troppo spesso ed inspiegabilmente negli ultimi tempi, la via del gol che manca ormai in campionato, senza contare le coppe Europee, da 3 turni.Un problema grande per chi mira ad essere l’antagonista della Juventus e soprattutto per chi aveva fatto, fino ad ora, della forza del reparto avanzato il fiore all’occhiello di questa squadra e la vera arma in più per la corsa al titolo.Al Friuli di Udine il Napoli è sembrato stanco e manchevole negli uomini che dovrebbe dare quel “quid” in più e soprattutto incapace di costruire azioni pericolose negli ultimi metri.A questo punto sono 6 i punti di distacco dalla Juventus e lo scontro diretto di venerdì potrebbe essere l’ultimo treno utile per sperare nell’impresa.I problemi del Napoli sono squisitamente psicologici e un’eventuale vittoria contro i bianconeri potrebbe essere utile non solo per accorciare le distanze ma anche per ridare serenità e convinzione agli uomini di Mazzarri che sul più bello sembrano essersi afflosciati proprio quando l’impresa sarebbe ancora possibile e lo scontro diretto in casa potrebbe mettere in discussione le gerarchie del campionato.Ci vuole una sorta di boom stile Grillo per usare un parallelo con la cronaca politica di questi giorni, e chissà che proprio le parole di un leader del movimento come Maradona non siano quelle che daranno spinta e nuova linfa ad una squadra che ha i propri limiti forse proprio nella personalità, quella personalità da leader che Diego aveva in campo oltre alle enormi doti tecniche e che in questa squadra a volte latitano perché troppo spesso tra la panchina e gli spalti c’è una “nebbia sì folta” che non avvicina la voglia del tifo a quella della squadra e che invece all’epoca di Maradona erano un tutt’uno perché Diego aveva capito il significato meta-sportivo del trionfo in una piazza come Napoli incarnando in pieno il prototipo del Masaniello calcistico che da troppi anni manca e che fa la differenza in una realtà sportiva come Napoli.Quel ruolo in parte lo aveva occupato Lavezzi, ma il Dio denaro ed una personalità introversa e sfuggevole hanno prevalso sulla innata sintonia col pubblico.Attualmente quel ruolo così importante è vacante ma speriamo che la presenza del “10” in città e le sue parole siano una presenza occulta nello spogliatoio del Napoli e riecheggino nelle orecchie dei protagonisti in maglia azzurra prima di entrare in campo venerdì sera.In quell’occasione gli uomini di Mazzarri dovranno dimostrare di essere uomini veri e non solo degli ottimi giocatori.
