PROFUMO D’EUROPA

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Impensabile fino a tre mesi fa. Chiudere il girone di andata in piena zona Champions era un sogno quando De Laurentiis decise di cambiare Donadoni con Mazzarri. Ed invece il calcio è bello anche per questo. Perché scaraventa via ogni pronostico e sa disegnare scenari incredibili. Chi ad ottobre avesse pronunciato la parola Champions sarebbe stato ricoverato in manicomio. Oggi Mazzarri ha compiuto un miracolo. Con la stessa squadra di Donadoni ha scalato la classifica con risultati, gioco e carattere, tutte armi dimenticate da gennaio a ottobre 2009. Ha rivoltato il Napoli come un calzino, il tecnico toscano che ha i numeri dalla sua parte. In 12 gare ha conquistato 7 vittorie e 5 pareggi (media di 2,16 punti a partita). Ha innanzitutto rinsaldato la difesa (11 gol presi dal suo avvento), dato un altro volto all’attacco che, anche senza Lavezzi e con lo spostamento più avanti di Hamsik, ha trovato maggiore imprevedibilità.

Vittoria meritata contro la Samp, il Napoli l’ha cercata di più, aumentando il ritmo a centrocampo nella ripresa, grazie ad un indemoniato Gargano e al voler giustamente insistere sulla destra, lato debole dei blucerchiati, dove più volte Maggio ha trovato il sentiero giusto, ma non ottima mira. Da quel lato è giunto l’assist per un encomiabile Denis, che crediamo non farà rimpiangere l’infortunato Lavezzi. La strada per l’Europa è ancora lunghissima ma questo Napoli non può mettere limiti alla provvidenza perché ha oramai acquisito un solido assetto tattico e una immensa fiducia nei propri mezzi. Chiude il girone d’andata con gli stessi punti dell’ultima gestione Reja, ma con energie mentali e fisiche superiori. Il Napoli di Mazzarri è in rampa di lancio, il girone di ritorno è tutto da vivere con piena fiducia e speranza.

Il tessuto societario, intanto, è pienamente nelle mani di De Laurentiis che sta sperimentando sulla propria pelle il tempo e le difficoltà che ci vogliono per creare una struttura come Dio comanda. E’ lui il factotum in questo momento e sta fornendo i primi segnali per un futuro intrigante: l’acquisto di Dossena, le conferme di Gargano e Lavezzi. Insomma, don Aurelio intende fare sul serio, proprio come si aspettano i tifosi che alle parole preferiscono sempre i fatti. Un passo alla volta l’obiettivo è quello di completare l’organico societario. Mancano ancora due figure importanti: un direttore generale ed un capo osservatori. Una delle priorità del presidente sarà quella di andare alla ricerca di talenti in erba da modellare e lanciare (senza dimenticare il vivaio, però). Per questo ha allacciato contatti in Sud America –anche con ex azzurri come Alemao e Fonseca- per una congrua collaborazione, ed in tale ottica girano per l’Italia alcuni osservatori il cui numero va rimpinguato e ai quali occorrerà però fornire una strada maestra, univoca. Un coordinatore, insomma. Per quanto riguarda Bigon il suo lavoro procede bene, è stato tempestivo nell’affaire Dossena, ora c’è da piazzare gli esuberi. Compito arduo ma dal quale dipende molto del suo futuro.  

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