QUEI MALEDETTI MINUTI FINALI
Alcuni rumours circolati nell’immediato postgara di Reggina-Napoli rivelano che Aurelio De Laurentiis sarebbe in procinto di presentare la sua ultima creatura cinematografica. Secondo i bene informati il titolo dovrebbe essere “Quei maledetti minuti finali”. Il trailer? Consiste negli highlights di alcune tra le più nefaste uscite stagionali del Ciuccio: la rete di Sculli al 91’ di Napoli – Genoa; la doppietta di Tedesco alla Favorita di Palermo; il rocambolesco uno-due griffato Matri-Conti in quel di Cagliari; il crollo nell’ultimo quarto d’ora a Marassi(sponda blucerchiata); l’odierna beffa made in Reggio Calabria. Scherzi a parte, l’incipit del “superallenamento” auspicato in settimana dal presidente provoca una spiacevole sensazione di amarezza ai supporters partenopei, che per sedici minuti avevano pregustato l’ebbrezza del secondo successo consecutivo. La casella del match del Granillo presenta viceversa il segno ics, latitante da ben due mesi(2-2 al San Paolo contro la Lazio dello scorso venti gennaio) sulla ruota di Napoli: da quel momento Lavezzi e company avevano rimediato tre successi e ben sei sconfitte. Ancora decisivo il Pocho, che festeggia il prolungamento-adeguamento contrattuale non con una rete bensì con il decisivo assist di petto per il connazionale Sosa, giunto alla sesta prodezza personale in campionato. Sarebbe inoltre da incorniciare la performance del pacchetto arretrato, se non fosse per la collettiva distrazione che ha consentito a Brienza di calciare a rete indisturbato.
A tratti, sul terreno del Granillo, sembrava di ammirare il Napoli dello scorso torneo cadetto: compatto, vigile in difesa ed abile nel capitalizzare l’unica occasione da rete costruita. La squadra della scorsa stagione, tuttavia, avrebbe portato a casa il bottino pieno. Quest’anno la musica è un tantino differente, la “meglio gioventù” partenopea necessita ancora dei tempi necessari per conseguire quella continuità propria dei grandi calciatori. E, per di più, quella maturità che consente di vincere partite come quella odierna. Lapalissiano, a tal proposito, l’esempio fornito da Marek Hamsik: il talentuoso centrocampista slovacco alterna difatti pregevoli prestazioni ad altre decisamente meno esaltanti. Peccati di giovinezza perdonabili, poiché fisiologici nell’ambito del “work in progress” architettato dalla coppia Marino – De Laurentiis. Infine, uno sguardo alla classifica. Dieci punti il gap azzurro sia dalla zona Uefa che dalla terzultima posizione. Tradotto in obiettivi: la salvezza è vicinissima, l’Europa quasi un’utopia.
