Si può ancora migliorare questo Napoli?
Nella stagione dei record e dei tanti tabù sfatati dagli azzurri di Sarri, i partenopei chiuderanno (con molte probabilità) il campionato al terzo posto a meno uno dalla Roma. Ventisette anni dopo, il Napoli, è stato matematicamente estromesso dalla possibilità di conquistare lo scudetto ad appena 90 minuti dalla fine del torneo. Un dato da non sottovalutare, ma anche da non enfatizzare (-5 dalla Juve). Ovviamente, a differenza della passata stagione, pur avendo perso il top player in attacco questa squadra è stata rinforzata nella sua spina dorsale. Un centrocampo giovane e versatile, adattabile anche a più moduli con “riserve” adatte se così si vuol chiamarle. Ricambi anche in difesa che sono stati impiegati meno di quanto ci si aspettasse. Eppure in una stagione con numeri pazzeschi al Napoli restano solo da contare numeri e non trofei che avrebbe meritato. Sarri, artefice di questa splendida creatura assimilata in due anni di lavoro, ha espresso apertamente che si può migliorare e questo Napoli dovrà farlo. Senza snaturare la squadra in estate come ogni stagione, ma acquistando almeno due vere riserve in prossimità delle fasce, sopratutto per far rifiatare Hysaj e Ghoulam. Un vice Reina che possa inserirsi durante la stagione anche in previsione futura, è un vero top player che possa dare una mentalità vincente alla squadra alzando l’asticella dell’esperienza anche in Champions. Il Napoli è uno spettacolo da vedere e difficilmente si può migliorare una macchina che viaggia già a velocità sostenuta quando si trova nel rettangolo di gioco. Con la squadra che sta con Sarri e con gli innesti giusti il Napoli al prossimo campionato si troverebbe ai nastri di partenza come squadra accreditata a lottare sul serio per lo scudetto e con tutta la scaramanzia napoletana con la consapevolezza di poterlo vincere. A Sarri gli onori di un buon campionato, con un gradino indietro rispetto alla stagione passata ma c’è ancora molto da vedere e con il tempo le soddisfazioni possono arrivare, perché Sarri come tutta la piazza vuole vincere.


