Quando il VAR è solo un optional.

Il 2019 ha portato poche gioie al Napoli, ma fortunatamente almeno nell’ultima partita dell’anno contro il Sassuolo, ha consegnato un sereno Natale ai tifosi azzurri. Tuttavia non pochi eventi sono pervenuti all’attenzione non solo dei media ma anche e soprattutto ai tifosi partenopei e non: stiamo parlando chiaramente dei numerosi torti subiti da parte del VAR.

Il primo da evidenziare è sicuramente la trattenuta di Klavan su Llorente all’87’ di Napoli-Cagliari: Di Bello non fischia, il VAR non interviene, il Cagliari segna, Koulibaly viene espulso. Si vede nettamente dalle immagini che la maglia dello spagnolo si allunga nell’area piccola, lui non cade ed il direttore di gara non si scomoda nemmeno ad andare a controllare al monitor.

Il secondo forse ancora più clamoroso, lo riscontriamo in Torino-Napoli. Agli azzurri manca un rigore netto non visto dall’arbitro Doveri che sorvola su una clamorosa trattenuta di Armando Izzo su Faouzi Ghoulam al minuto 81. Il difensore granata trattiene vistosamente l’algerino aggrappandosi al collo: per l’arbitro non c’è fallo e non assegna il calcio di rigore. Episodio che definire dubbio è un eufemismo, bastava rivedere le immagini al VAR per assegnare il penalty ai partenopei. Stona l’atteggiamento remissivo da parte della squadra di Carlo Ancelotti che non ha nemmeno accennato una protesta.

Continuiamo con quella che è stata forse la partita con più polemiche in assoluto, Atalanta-Napoli, il caso più eclatante è il contatto tra Kjaer e Fernando Llorente ma all’appello ci sono anche la ‘scarpata’ di Pasalic a Callejon (colpito alla nuca) che avrebbe meritato una valutazione migliore, in virtù della posizione dell’esterno d’attacco spagnolo, e un tocco di braccio di un difensore dell’Atalanta che, di fatto, stoppa la traiettoria della sfera e impedisce al basco d’intervenire a pochi passi da Gollini.

La dinamica dell’azione è tale che il difensore dell’Atalanta, Kjaer, dà l’impressione di disinteressarsi del pallone e puntare direttamente contro l’avversario. Llorente attende l’arrivo della palla, ha lo sguardo rivolto verso l’alto e allarga le braccia per guadagnare la posizione in area. Quel gomito alto (è la principale obiezione mossa contro il calciatore del Napoli) non impedisce al danese di ‘cinturare’ il basco a mo’ di placcaggio. Era rigore? Per Giacomelli non lo era. E allora perché non ha fischiato il fallo in favore dell’Atalanta? E cosa gli ha suggerito il Var?

E ci focalizziamo invece su Napoli-Genoa, al 58’ Mertens calcia su punizione, Lerager in barriera salta e tocca la palla col braccio davanti al viso, per arbitro e Var non è intenzionale, rivedendolo col gomito alto è più sì che no. All’89’ Radovanovic duella con Di Lorenzo che entra in area e va giù, l’arbitro lascia giocare, la valutazione del contatto sembra corretta.

Concludiamo con l’ultima partita dell’anno che il Napoli ha vinto con non poca fatica, la prova dell’arbitro Chiffi in occasione di Sassuolo-Napoli non è stata soddisfacente. Il gol annullato a Callejon è stata una giusta decisione, poiché c’era un evidente fuorigioco. Tuttavia al Napoli manca anche un penalty, che avrebbe potuto indirizzare diversamente la gara, grosse responsabilità le ha anche Valeri al VAR, come si può considerare non un «chiaro errore» quell’abbraccio di Locatelli su Hysaj è un mistero.

Finisce così un anno che ha tolto molti punti alla squadra azzurra, ora di Gennaro Gattuso, con la speranza che il 2020 possa portare oltre che soddisfazioni di squadra, anche un po’ più di correttezza nelle valutazioni arbitrali e una messa a punto più severa del VAR.

Francesco Reale

Mi chiamo Francesco Reale, sono nato a Napoli ed ho 22 anni. Mi sono diplomato all’I.S.S Giancarlo Siani di Napoli ed attualmente frequento il terzo anno di università, presso la Federico II di Napoli, alla facoltà di lingue, culture e letterature moderne europee.

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