QUAGLIARELLA, ECCO L’ORO DI NAPOLI

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Ha firmato. Finalmente ha firmato! È proprio il più atteso di tutti il primo acquisto del Napoli 2009-10, quello che dovrà fondare solide basi per la rinascita dopo una stagione disastrosa. Una trattativa breve e serrata, che ha visto entrambe le parti cercarsi con insistenza e passione, come due predestinati che aspettavano solo la congiuntura propizia per potersi unire. Sono maturati l’uno lontano dall’altro, con esperienze diverse e non sempre esaltanti ma propedeutiche a quella che è l’unica unione che poi conta veramente, l’amore con la A maiuscola, che arriva nel posto giusto al momento giusto. Fabio Quagliarella è un calciatore del Napoli a tutti gli effetti da quando ha apposto la firma sul contratto quinquennale preparato da Marino, a cifre fuori budget sia per l’acquisto che per l’ingaggio, segno che il trasferimento è voluto, desiderato, motivato. Diciannove milioni più l’altra metà di Domizzi all’Udinese, cinque anni di contratto al calciatore per uno stipendio di circa due milioni a stagione. Numeri importantissimi, che ci fanno capire quanto De Laurentiis sia determinato a svoltare, stavolta per davvero.

Nato a Castellammare di Stabia il 31 gennaio 1983, dell’infanzia di Fabio ormai sappiamo un po’ tutto, visto che negli ultimi giorni i media ci hanno fatto una testa così. La partenza a tredici anni verso Torino, il sudore della fatica misto alle lacrime per la lontananza dagli affetti più cari. Meno pubblicizzato è l’inizio un po’ in sordina della sua carriera, che lo vede fino ai 23 anni lontano dai palcoscenici che contano. Una grande stagione in C1 nel 2004 con il Chieti, 17 gol in campionato, e poi un paio di campionati non esaltantissimi con Torino e Ascoli. L’Udinese lo acquista nel 2005 dai granata ma non crede troppo in lui, tanto che subito lo cede in comproprietà alla Sampdoria. A Genova parte da comprimario ma complici i guai di Bazzani e Flachi riesce subito a ritagliarsi uno spazio importante, che riesce a sfruttare come meglio non potrebbe. Gol da cineteca uno dietro l’altro (come dimenticare il pallonetto da 40 metri contro il Chievo e la fantastica rovesciata contro la Reggina) e un rendimento sensazionale che lo rendono uomo copertina e attirano su di lui gli occhi di mezza serie A. Alla fine la spunta l’Udinese, che a fine stagione riscatta per 7,3 milioni il suo cartellino per farne la punta di diamante di un tridente esplosivo con Pepe e il concittadino Di Natale. Nel 2007 arriva anche l’esordio in Nazionale grazie all’uomo che l’ha voluto a Napoli, segno che il sodalizio fra Donadoni e Quagliarella è saldato da una forte stima reciproca che non può che far bene alla squadra. Il resto è storia recente, con la partecipazione agli Europei e l’ultima, grande stagione, in cui ha segnato oltre le sue medie abituali sia in campionato che in Coppa Uefa. Segno che la crescita di Quagliarella è costante ed è destinata ad andare di pari passo con quella della sua squadra del cuore. Che proprio per questo ha scelto lui per rinascere.

Non sarà un caso, infatti, se come primo tassello per il nuovo corso è stato scelto un napoletano doc, uno che ama talmente tanto la sua città da rifiutare le big del campionato pur di vestirsi d’azzurro. Se Fabio Quagliarella ha fatto di tutto per sposare Partenope possiamo soltanto immaginare quanto si impegnerà in campo. E’ proprio questo che serve al nuovo Napoli di Donadoni: dopo aver visto scendere in campo mercenari senza alcuno stimolo si sente il bisogno di avere in campo gente che dia l’anima per questa maglia, gocce di sudore amaro perché più sofferto, ma prezioso come l’oro. L’oro di Napoli, è quello che vogliono i tifosi, ed è quello che sicuramente sarà Quagliarella.

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