ZONA CESARINI: DA ZONA NAPOLI A ZONA ANTINAPOLI
13 Dicembre 1931, una pietra miliare nella storia del lessico calcistico del Belpaese. Nello scenario del mitico “Filadelfia” di Torino va in scena l’incontro amichevole tra Italia ed Ungheria: gara tesa, tutt’altro che scevra da cattiveria agonistica, decisa in extremis dall’oriundo Renato Cesarini. Da quell’attimo in poi, qualsiasi “last minute gol” realizzato entro gli italici confini recherà il nome di “gol in Zona Cesarini”. Un’espressione che ha felicemente accompagnato la prima fase del progetto-Napoli di Aurelio De Laurentiis. Innumerevoli, difatti, i punti acciuffati dal Ciuccio intorno al fatidico novantesimo minuto: in particolar modo nelle stagioni 2004/05(la prima in C1, quella, per intenderci, culminata con la nefasta finale play-off di Avellino), 2006/07(serie B) e 2007/08(serie A). Storia recente la brusca inversione di tendenza: le cadute di Milano e Bergamo, così come il pareggio interno contro il Cagliari, hanno peraltro sancito la prima crisi di risultati stagionale. Esaminiamo le modalità secondo cui la “Zona Cesarini” è passata dallo status di “Zona Napoli” a quello di “Zona Antinapoli”.
2004/05 Un’annata piena zeppa di liete sorprese finali. Si parte da Napoli – Vis Pesaro 1-0, recupero della prima giornata: è Varricchio a condannare i marchigiani al 93’. Undicesima giornata, Ignoffo-show. Al San Paolo arriva la Sambenedettese, che perviene al vantaggio grazie a un certo Mariano Bogliacino: il difensore azzurro sigla la doppietta della rimonta al 91’. Prima di ritorno, la Vis Pesaro inaugura quella che in seguito sarà denominata “Zona Sosa”: il Pampa pareggia al 92’ il vantaggio ad opera di Gaeta. Non è tutto qui: Consonni decide al 92’ Napoli-Teramo, il solito Sosa firma al 91’ il decisivo 2-1 in Napoli-Padova. Alla trentunesima vi è l’autentico capolavoro griffato Pià-Scarlato: un uno-due micidiale, che nei minuti di recupero capovolge a favore dei partenopei il match interno contro il Foggia(3-2). A tale carrellata si aggiunge il pari ad opera di Capparella nella semifinale d’andata dei play-off a San Benedetto del Tronto(1-1).
2006/07 Se la trionfale stagione della promozione in B non è costellata di blitz dell’ultimo secondo, l’annata del ritorno in A ne presenta ben quattro. Partiamo dalla sesta giornata, Napoli-Rimini: al minuto ottantuno Roberto De Zerbi regala tre punti agli azzurri con un sinistro dal limite. Un rigore di Bucchi(81’) e un’incornata di Sosa(80’) abbattono Verona e Piacenza al San Paolo. Il lampo maggiormente impresso nella memoria resta ad ogni modo quello di Frosinone: all’88’ un eurogol di Trotta sancisce una vittoria che si rivelerà fondamentale per il discorso promozione.
2007/08 Si ritorna in A ed è ancora “Zona Sosa”: il Pampa decide all’85’ Napoli-Livorno, quinta giornata. Tanti i pari conseguiti per il rotto della cuffia: Zalayeta sale alto nel cielo dell’Olimpico giallorosso e fa 4-4 all’84’; El Pocho Lavezzi segna al 90’ il suo primo gol in serie A al San Paolo, evitando peraltro una figuraccia interna contro la Reggina di Ulivieri; “Zona Hamsik” contro Torino(1-1 all’81’) e Lazio(2-2 al 94’) a Fuorigrotta. Marekiaro si dimostra inoltre abile in veste di match-winner: chiedere al Palermo, ferito mortalmente da un suo colpo di ciuffo al 92’. In “Zona Cesarini” l’unica gioia per Emanuele Calaiò(92’), che a Livorno risolve la disputa con una doppietta. Rose, ma anche spine: Beppe Sculli beffa all’89’ un Napoli peraltro handicappato dalle porte chiuse; tragedia sportiva made in Cagliari, ove Matri(93’) e Conti(94’) ribaltano il vantaggio di Hamsik; Iaquinta entra nella ripresa e mette ko gli azzurri all’88’ al Comunale di Torino.
MALEDETTO NOVEMBRE Denis continua la tradizione con il gol vittoria di Bologna(87’), ma la sfiga è dietro l’angolo. Si materializza in un a dir poco nefasto mese di novembre: a Milano lo stesso Tanque devia alle spalle di Iezzo un calcio piazzato di Ronaldinho; nella “civil” Bergamo una punizione di Manfredini deviata da Gargano(89’) e Floccari in contropiede(91’) regalano il 3-1 ai padroni di casa. La climax si raggiunge nell’ultimo turno al San Paolo, al cospetto della bestia nera Cagliari: Daniele Conti, ancora lui, gela al 95’ l’intero impianto esploso pochi minuti addietro per il capolavoro balistico di Lavezzi. Fine delle sventure per questo campionato? Difficile dirlo. Partenope intanto spera fervidamente in un repentino mutamento, magari a partire dal prossimo confronto nella terra promessa dello Special One…
