DUE E POSITIVI I PRECEDENTI CONTO LE SQUADRE SVIZZERE

Sono solo due i precedenti azzurri contro le squadre svizzere e, nel secondo caso, pur non giocando la gara di ritorno, grande protagonista fu Diego Armando Maradona. Per il primo turno della coppa delle Fiere ( l’ antesignana della coppa Uefa e della attuale Europa league ) edizione 1968 -1969 al Napoli di Bruno Pesaola capitò il Grassophers di Zurigo, una delle squadre più titolate nella patria del cioccolato e degli orologi ( oltre che del Dio denaro…). Al San Paolo, l’ 11 settembre 1968  sembrava tutto facile dopo la fine del primo tempo terminato 3 -0, grazie ad un gol di Josè Altafini ed ad una doppietta di Salvi. Nella ripresa però andò a rete Ruegg che fissò il punteggio sul 3 -1 finale. Il ritorno si giocò un mese e mezzo dopo ( 23 ottobre, alla epoca era così ) ed un gol di Grahn nella prima frazione di gioco consentì alla squadra svizzera di sperare di giungere ai supplementari ( la regola dei gol in trasferta che valevano doppio non era ancora in funzione ), ma ogni sforzo non portò alcun esito e fu così il Napoli a passare al turno successivo. Facciamo un salto di ben 21 anni, e come avversario per il Napoli detentore del trofeo ( ricordate la magica serata di Stoccarda ? ) si presentò il Wettingen, che alla vigilia sembrava proprio il classico avversario destinato a fare la vittima sacrificale. Ma i tosti svizzerotti erano di parere diametralmente opposto e, complice un Napoli forse troppo sicuro di se, dettero parecchio filo da torcere a Careca e c. Si giocava per i 16esimi di finale e, il 18 ottobre 1989 Albertino Bigon schierò : Giuliani, Ferrara, Francini. Crippa, Alemao e Baroni. Fusi, De Napoli, Careca, Maradona e Carnevale ( 46° Mauro ). La gara fu giocata al piccolo trotto dal Napoli, senza affondare più di tanto i colpi, tanto che alla fine il risultato di 0 -0 fu più gradito agli azzurri che ai padroni di casa ( che colpirono pure una traversa ). Il ritorno si prospettava come una semplice formalità, ma la vigilia fu inaspettatamente molto movimentata…Complice una ennesima assenza da un allenamento, il Pres. Ferlaino decise di sua iniziativa che Diego non venisse convocato per il match di coppa, in programma alle 14.30 del 1 novembre. Naturalmente la clamorosa decisione dell’ Ingegnere provocò una serie infinita di polemiche, circa l’ atavica questione della gestione di uno ( se non il più grande…) dei più grandi giocatori di ogni tempo. La formazione iniziale rispetto a quella schierata in Svizzera, vedeva in campo Corradini al posto di Francini, Zola come sostituto di un acciaccato Careca, e Mauro con il numero 10 a fare le veci di Diego. La gara si complicò maledettamente sin dall’ inizio ; al 13° segnarono gli ospiti con Bertelsen, grazie anche ad una amnesia del povero Giuliani, e subito dopo il raddoppio sembrava cosa fatta, ma fortunatamente il cannoniere di turno calciò incredibilmente alto, praticamente a porta vuota…Soltanto all’ inizio della ripresa, il Napoli provò a ridiventare se stesso ( nel frattempo era entrato Careca al posto di Crippa ) , ed al 47° di testa Marco Barobi riportò il punteggio in parità, che ancora però non era sufficiente per la qualificazione. Ci volle un rigore abbastanza generoso concesso dall arbitro maltese Azzopardi e realizzato al 74° da Massimo Mauro per far sì, che con grande fatica, il Napoli ottenne la sospiratissima qualificazione, che spensero le inevitabili discussioni che si sarebbero scatenate, in caso di una clamorosa eliminazione, soprattutto per l’ ennesimo ” caso – Maradona “. Agli ottavi poi, ci pensarono i tedeschi del Werder Brema a far sfumare il sogno della coppa Uefa – bis…

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