LAZIO-NAPOLI 21 -4-91 (0-2)
Il campionato del dopo – 2° scudetto segnò il canto del cigno di una squadra irrepitibile, privata a campionato in corso del " divino " Diego, getando in uno stato di profonda tristezza tutti i tifosi azzurri. Nel 1991 -1992 gli azzurri con Ranieri alla guida arrivarono sì al 4° posto, ma non lottando mai davvero per il titolo. Ormai l' effetto magico maradoniano era anadato a svanire, da lì cominciò il calvario che lentamente porterà al fallimento del 2005. Ma non pensiamo a brutti ricordi che per fortina fanno parte del " tempo che fu ", e tuffiamoci nella rivisitazione della più bella partita dispuatata dai campioni d' Italia nel campionato 1990 -1991. Il pensiero va a Lazio – Napoli del 21 aprile 1991, con i capitolini in classifica avanti di un punto, ed in lotta con numerose squadre ( compreso il Napoli quindi ) per un posto in coppa Uefa. Sino a quel momento la Lazio di Dino Zoff aveva disputato una stagione al di là delle aspettative, ma da qualche tempo più di uno scricchiolio aveva cominciato a minare il rendimento degli uomini di " Superdino ". Viceversa il Napoli, dopo una stagione incolore, aveva reagito alla grande alla squalifica del " Pibe de oro ", cominciando finalmente a mostrare il meglio di sè. In un bel pomeriggio soleggiato, agli ordini di Rosario ( figlio del grande Concetto ) Lo Bello, queste furono le formazioni che scesero in campo : Lazio con Fiori, Bergodi, Sergio. Pin, Gregucci, Bacci. Madonna ( 59° Saurini ), Sclosa ( 59 ° Marchegiani ), Riedle, Domini, Ruben Sosa. Albertino Bigon pensò bene di rispondere con questi uomini : Galli, Ferrara, Baroni. Crippa, Alemao, Renica, Corradini. Venturin, Careca, Zola, Silenzi. La gara di mantiene equilibrata, ma gli azzurri sembrano avere più voglia di vincere e cercano con più insistenza la via del gol, sfiorandolo con Andrea Silenzi al 15°. Il lungagnone di Ostia sfodera uno dei suoi classici colpi di testa su azione da calcio d' angolo, ma la sfera incoccia sul palo interno. Al 25° poi, un rigore assolutisticamente inesistente viene fischiato a favore della Lazio, per una presuntissima spinta di Coradini a Riedle. Giustizia viene però fatta da Giovanni Fgalli, che con il piedone respinge la palla calciata debolmente dallo stesso Riedle. Il tempo si chiude senza ulteriori sussulti, ma nella ripresa gli azzurri parton di gran carriera. Prima viene annullato un gol per dubbio fuorigioco a Silenzi, poi Ventirin a tu per tu con Fiori fallisce una facile occasione, ma infine al 54° il tenace Alemao sguscia in mezzo agli alquanto incerti Gregucci e Pin, firmando il sacrosanto 1 -0. La Lazio non riesce a reagire, ed è anzi il piccolo grande Zola a coronare una prestazione maiuscola, scattando in contropiede e calciando imparabilmente all' angolino dalla lunetta dell' area di rigore, siglando il definitivo 2 -0. E fu festa per noi tifosi presenti all' Olimpico !
STATISTICHE
Non malaccio il bilancio azzurro nell' Olimpico biancoceleste : 12 vittorie, 19 pareggi e 25 sconfitte. L' anno scorso si iimpose per 2 -0 la Lazio grazie a Zarate e Floccari, del 2009 -2010 è l' ultimo pareggio ( anche allora si giocò il sabato santo, gol del pareggio firmato da Hamsik ), mentre la dodicesima vittoria azzurra porta la firma del " Pocho " Lavezzi che costrinse dopo un' irresitibile fuga al 61° il difensore Siviglia ad un rocambolesco autogol. Allora sulla " nostra " panchina c'era Eddy Reja ; speriamo che provi al contrario le stesse emozioni sabato sera, a favore di Walterone Mazzarri…
