PORTOBELLO E RISCHIATUTTO
La domanda immediatamente successiva al fischio finale: come va letto questo risultato? Difficile rispondere, francamente. Un gol al “dragao” sarebbe stato fondamentale, per ammissione dello stesso Benitez, ma le porte dei quarti restano aperte. Servirà una mezza impresa al Napoli, considerando la necessità di preservare la porta di Reina (impeccabile anche stasera). Una settimana per apparecchiare l'appuntamento di ritorno, in un san Paolo che ogni probabilità sarà gremito. Sette giorni per riflettere e per evitare gli errori commessi al cospetto degli ostici portoghesi. Ce ne sono stati diversi . A cominciare da una formazione che ha pagato un deficit tecnico spaventoso nei confronti degli avversari, maestri nel palleggio, ben orchestrato dal metronomo Fernando (qualche tempo fa accostato agli azzurri). Passi l'esclusione di Jorginho (anzi no) ma l'allenatore è sovrano nelle scelte, discutibile quella di Inler che di fatto ha privato il centrocampo dell'unico calciatore (se si esclude il brasiliano) in grado di garantire un minimo di geometria. Un mal di gola la causa del forfait, forse troppo affrettato. Ci avevano raccontato di un Henrique alla De Rossi ma si fa fatica a scorgere una minima somiglianza, anche fisica. I due randellatori hanno così pagato dazio, soprattutto nel primo tempo, quando i lusitani avrebbero ampiamente meritato il vantaggio. Partenopei costretti a ricorrere ai lanci lunghi di Britos e Albiol, quasi sempre imprecisi. Le vesti da regista, paradossalmente, sono state affidate Reina. Non pervenuto Hamsik che avrebbe potuto e dovuto fare la differenza, soprattutto in termini qualitativi. Il Napoli è piaciuto per un quarto d'ora quando ha iniziato a fraseggiare (con tutti i suoi limiti) prima di incassare il gol di Martinez. Poi l'oblio, testimoniato dalle scelte di “Rafa” che ha chiamato fuori Callejon prima e Higuain poi. Coraggioso e avventuriero ma poco fortunato. Il liscio di Zapata (che ricorda da vicino quello di Livorno) pare essere lo specchio di una bruciante verità. Inutile però soffermarsi sugli errori compiuti in estate, la qualificazione è ancora alla portata e a conti fatti pare essere questa l'unica notizia positiva per il Napoli e per Benitez.
