NO BLASI, NO PARTY…FOR GARGANO
Il tempo passa e pian piano si delinea la struttura del nuovo Napoli. Reja l’aveva detto, l’essenza della squadra si sarebbe percepita dopo le prime dieci partite di campionato. Ormai siamo pronti a vivere il tredicesimo turno, e tutto sommato, questa matricola non dispiace all’esigente platea partenopea. Le speranze riposte negli esordienti Gargano, Hamsik e Lavezzi si sono trasformate in piacevoli certezze e le conferme di validi innesti come Zalayeta e Blasi hanno dimostrato che ancora una volta il buon Pierpaolo ha visto lungo. In particolare il binomio Gargano-Blasi ha sorpreso per qualità e quantità. I due in mezzo al campo rappresentano il vero motore della mediana azzurra. Se il piccolo uruguayano impressiona per dinamismo e quantità, l’esperto Manuele stappa applausi mordendo su tutti i palloni e dettando i tempi della manovra. In sintesi l’operato di uno è complementare all’altro e il lavoro di entrambi giova a tutta la squadra. Sembrerebbe un quadretto tutto rose e fiori, eppure non manca il neo. Eh si, perché è bastato una distorsione al ginocchio al centrocampista di Civitavecchia per palesare i limiti di un’intera compagine.
Orfano di Blasi, “El Mota” è stato costretto agli straordinari vista l’assenza di un correlativo al numero 8. Sia ben chiaro, non che manchi un effettivo sostituto, ma Gatti e Dalla Bona proprio non sembrano rientrare nei piani di tecnico e dirigenza. Ecco così diventare fin troppe le responsabilità per il pur sorprendente “ometto” made in Paysandù. Walter è encomiabile per dedizione, ma da solo non può portare la croce e dire messa. Risultato? Semplice,priva di Blasi, la squadra rimane intrappolata in un 5-3-2 caratterizzato da una manovra a dir poco leggibile nelle zone centrali ed incapace di imporsi con costanza sugli esterni per limiti strutturali sin troppo noti.
Succede così che i buoni risultati del temuto “ottobre rosso” siano cancellati da altalenanti prestazioni contro più piccole e accorte avversarie. Eppure soluzioni alle assenze di uomini cardine ci sarebbero. In fondo propendere per un 4- 3 -3 non sarebbe del tutto un’eresia. Immaginiamo per un attimo una difesa a quattro con Cannavaro e Domizzi centrali e Rullo e Grava sugli esterni per poi impostare in mediana Gargano, Bogliacino ed Hamsik ad innescare il trio Lavezzi-Calaiò- Zalayeta. Facendo così Gargano tornerebbe a respirare normalmente, i tifosi noterebbero “lavori sulle corsie laterali” che da troppo mancano e Calaiò eviterebbe le sedute dallo psichiatra. Il tutto condito dalla possibilità di fare gioco e non sperare per forza negli spazzi concessi in rimessa. Ma torniamo con i piedi sulla terra. Queste sono solo fantasie, provocazioni,speranze. Si, di mister ce ne è uno ed è giusto lasciare a lui tutte le decisioni. I risultati, tutto sommato danno ragione al goriziano, Blasi è prossimo al rientro e, come dicono i saggi, il tempo è galantuomo.
