NIENTE CALCOLI, IL TRAGUARDO E’ AD UN PASSO

Altro che bandiere e trombe: i napoletani, alla finestra, non reggono in mano neanche il caffè. Al massimo una calcolatrice. Le tabelle si sprecano. Servono sei punti. No, ne bastano quattro. Potrebbero bastarne tre. Ma anche uno. Di cosa si parla? La serie A è nelle mani del Napoli. Punto. Basterebbe questo per evitare una settimana di calcoli e tabelle, sette giorni che potrebbero portare ad una grande festa, addirittura con una settimana d’anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto. Dietro al terzetto di testa camminano, inciampano e non sempre riescono a rialzarsi. Il Rimini ha perso le due ultime gare interne, il Mantova le ultime due consecutive. Resta in corsa il Piacenza, che deve vincere le prossime due per tenere tutti con il fiato sospeso. Soltanto in quel caso, al Napoli, potrebbero non bastare una vittoria con il Lecce ed un pari a Genova. Chiaro, dipenderà anche da quel che il Grifo riuscirà a fare a Mantova: dovesse vincere e festeggiare, a “Marassi” potrebbe non esserci partita. In buona sostanza, serve un bicchiere d’acqua e zucchero per non perdersi in un mare di numeri. Più facile, come detto, vivere alla giornata cercando di fare il proprio dovere. Come lo ha fatto Matteo Gianello nella sua città, il vero segreto del Napoli vincente a Verona. Tre interventi superlativi volti a conservare quello che Domizzi, Calaiò e Dalla Bona hanno costruito. Ha sofferto il Napoli, ma ormai conta poco. E’ sintomatico che, anche e soprattutto nella partita della svolta, il portiere avversario non ha compiuto alcun intervento. Eppure, c’è una squadra che ha vinto 3-1, e che ormai è ad un passo da un salto di categoria messo in discussione soprattutto per qualche mezzo passo falso interno. Chiamato a fare la partita, il Napoli si inceppa. Quando gioca di rimessa, è spietato: costruisce poco, ma finalizza altrettanto. Ed il calcio è finalizzazione, la qualità principale di una squadra che, per sfruttarla appieno, deve avere gli uomini giusti al posto giusto. E Reja li ha avuti, nonostante tutto. Perché a Verona nessuno ha rimpianto un numero uno assoluto come Iezzo, tanto per fare un esempio. Il pericolo ora è rappresentato dalla voglia di strafare, da quella spinta che la bolgia di Fuorigrotta potrebbe dare alla squadra domenica prossima. Non dovrà correre, il Napoli, ma “giocare” come sa. A costo di qualche altro travaso di bile per gli esteti, a costo di rinforzare ancora di più quelle coronarie che, messe alla prova ogni sabato, diventano sempre più forti. In attesa di un’emozione più intensa, ma finalmente positiva.   

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