NESSUNO SQUILLO DAL MERCATO. ED ORA CHE SI FA CARO WALTER?

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Un’estate tanto fredda all’ombra del Vesuvio non la si viveva da qualche anno. Almeno tre o quattro. Ovviamente non meteorologicamente parlando, con Caronte che anche a Napoli sta facendo letteralmente annaspare nell’afa lavoratori e villeggianti. Si parla di mercato, di calciomercato. Quell’argomento tanto caro che riesce a mantenere in vita, nonostante la forzata astinenza estiva da pallone, i tifosi della Penisola. E soprattutto, è risaputo, i supporters azzurri. 

Promesse – Quelle di ieri, appunto. Quelle con le quali De Laurentiis, nel corso del vertice di fine campionato con l’allenatore, avrebbe convinto Walter Mazzarri a proseguire la sua avventura azzurra. Almeno un top player per reparto, in unione con la fresca e rigogliosa gioventù napoletana e non (vedi Insigne e Vargas…) per costruire il giusto mix tra esperienza e linea verde. Promesse non mantenute, ad oggi. E non potrebbe essere altrimenti se a pochi giorni dal raduno con partenza per Dimaro, nulla si è ancora materializzato. Nulla che possa aver reso il Napoli più competitivo, per la precisione. Perché in realtà qualcosa è successo, ma in uscita, e con la rosa che senza una giusta alternativa risulta addirittura notevolmente ridimensionata: il Pocho è volato a Parigi. Circostanze queste di mercato che se non dovessero svoltare bruscamente nel giro di poche settimane, potrebbero rompere sul serio la sinergia, reale o presunta, tra Mazzarri e De Laurentiis.

La lista – E’ noto che il tecnico toscano, dopo aver constatato nel corso della stagione appena terminata la scarsa competitività dell’organico soprattutto in riferimento alle alternative dei cosiddetti “titolarissimi”, abbia consegnato la sua lista della spesa al presidente. Una lista sicuramente pretenziosa, ambiziosa, ma indissolubilmente legata agli obiettivi, anche se appare ancora oscuro se si trattasse di quelli di Mazzarri o della società. Una spesa proporzionata alla fame, per dirla in altri termini (e la Juventus degli ultimi tempi docet…). Ovvio che altra cosa sarebbe stata se il Napoli avesse apertamente dichiarato (come forse è accaduto quando il presidente ha fatto riferimento ad una squadra plasmata da giovani promesse, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…) di volersi accomodare al tavolo dell’aperitivo ancora per un anno, e non a quello del cenone. Fatto sta che nessuno tra Ivanovic, Hummels, ne tantomeno Jovetic, Diarra o Cissokho, di cui si è tanto vociferato, è approdato in riva al Golfo. Mentre, nell’immobilismo ancora totale in entrata, si continua a parlare di Schelotto, Behrami, Gamberini o Benatia come fossero i salvatori della patria. Discreti giocatori, non ci piove, ma che difficilmente riuscirebbero a dare quel qualcosa in più al Napoli in termini di prestazioni e risultati. Sulla falsa riga dei già ammirati Britos, Donadel, Mascara, Santana, Fernandez e compagnia bella…

Il futuro – Eppure a quel vertice di Roma sul futuro del Napoli erano presenti tutti e due, ognuno con le proprie idee. De Laurentiis con la linea verde, Mazzarri con quella dei top player. E visto che un’intesa a quanto pare è stata trovata, non resta che da chiedersi chi abbia ceduto. De Laurentiis al carisma dell’allenatore? Mazzarri al fascino indiscusso di un ingaggio in ogni caso da podio per quanto riguarda la Serie A?  Da quello che questo mercato lascia intuire a pochi giorni dal ritiro, sembra che a cedere sia stato Mazzarri. Una cosa è certa: non esiste una terza strada. Perché se si trattasse davvero di promesse non mantenute, allora ci sarebbe spazio solo per le dimissioni. Ammesso che il coraggio (e la rinuncia allo stipendio) sia tra le virtù delle terre di Toscana… 

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