NAPOLI- PARMA 26/1/1997 (2-1)

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Il crack – Parmalat era ancora lontano, ed il Parma per tutti gli anni ’90 era a pieno diritto considerata una grande al pari di quelle tradizionali, grazie ai cospicui investimenti di Calisto Tanzi. Anche se non arriverà la preda più ambita ( ossia lo scudetto ), il palmarès degli anni nell’ultimo decennio del secolo vanta : 2 coppe Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 coppa delle coppe, 1 supercoppa europea e ben 2 coppe U.E.F.A., allenato prima da Nevio Scala ( dal 1989 al 1996 ), poi da Carlo Ancelotti ( dal 1996 al 1998 ) ed infine da Alberto Malesani ( dal 1998 al gennaio 2001 ). Anche nel 1996 –1997 la stagione degli emiliani fu positiva con un bel 2° posto conquistato alle spalle della Juventus, che valse ai gialloblù l’ acceso alla futura Champions league ( per la prima volta aperta alle “ seconde “ ). Tecnico di quella squadra era Ancelotti, che però fu l’unico fra i tre sovra citati a non vincere alcun trofeo, pur mostrando sempre un gioco ed una squadra all’altezza della situazione. Ragion per cui, quando il Parma scese al S. Paolo il 26 gennaio 1997, i pronostici pendevano nettamente dalla sua parte. Il Napoli viveva l’ ennesima travagliata stagione dal punto di vista finanziario, ma la squadra sino al quel momento sul campo si era ben comportata, tanto che alla vigilia di Natale gli azzurri erano addirittura al 2° posto. La gara era in programma per la prima di ritorno, a dirigerla fu chiamato l’ attuale responsabile della commissione nazionale arbitri, al secolo Stefano Braschi. Le formazioni che scesero in campo in quel soleggiato pomeriggio invernale furono : Napoli con Taglialatela, Colonnese, Baldini. Ayala, Milanese, Turrini. Boghossian ( 79° Altomare ), Cruz, Pecchia, Caccia ( 88° Caio ), Aglietti ( 46° Crasson ). Allenatore degli azzurri era Gigi Simoni classe 1939, uno dei “ grandi vecchi “ della panchina. Ancelotti rispose con : Buffon ( eh si, lui c’ era già…), Zé Maria, Thuram, Fabio Cannavaro. Sensini, Stanic, Bravo ( 46° Mussi ), Baggio ( Dino non Roberto ), Crippa ( il grande ex ), Chiesa, Crespo ( l’ intramontabile Hernan, di nuovo oggi al Parma ). Pronti via, e proprio il giovanissimo Crespo si fa cogliere in flagrante dopo soli trenta secondi, ammonito per un fallo di mano. E’ il Napoli a prendere l’ iniziativa, mancando fra il 9° e l’ 11 esimo minuto due ghiotte palle – gol con Aglietti ( che cicca la sfera davanti a Buffon )  e Pecchia ( che dopo un bello stop spara alle stelle ). Ma è proprio Pecchia, da valente capitano a sbloccare la situazione al 22°, sfruttando al meglio un’ insistita azione del guizzante Turrini, calciando a fil di palo dall’ altezza del dischetto del rigore. Il Parma però si riorganizza, ed al 31° pareggia su rigore, concesso per una trattenuta di Baldini su Crespo a seguito di un calcio d’ angolo. Per la verità il penalty di Chiesa ( che venne fatto ribattere ) fu parato con un gran balzo da “ Batman “ Taglialatela, ma sulla respinta Chiesa fu più lesto di tutti a ribadire in gol. Al 43° il match rischia di degenerare per una severa espulsione inflitta per presunta simulazione a Turrini. Il pubblico ( pure allora lo stadio era pieno con 60.000 spettatori ) cominciò a rumoreggiare, ma a mettere tutti d’ accordo ci pensò al 56° il talentuoso brasiliano Cruz, che realizzò con una magnifica punizione dal limite all’ incrocio dei pali, sulla quale nulla poté neppure il grande Buffon. Il Parma si getta all’ attacco, ma la sua rimonta si ferma prima sulla traversa ( colpita da Sensini ) e poi sulle mani di Taglialatela, che con un gran balzo strozza a Stanic l’urlo del gol. Nel classico clima di giustificata euforia che da sempre avvolge il San Paolo quando la vittoria arride agli azzurri, la partita si chiuse così sul 2 –1 per Pecchia e c. Da quel momento in poi però le cose andranno in maniera totalmente diversa ; la squadra incappa in un lungo tunnel negativo di gioco e risultati, tanto che ad aprile dopo una sconfitta casalinga subita dall’Atalanta, Ferlaino decide di esonerare Simoni reo di essersi già accordato con l’Inter per la stagione seguente. A traghettare il Napoli verso il tribolato finale di campionato sarà Vincenzo Montefusco. Quel girone di ritorno, ( in cui gli azzurri vinsero soltanto un’ altra partita contro la Roma ) fu il preludio al disastroso 1997 –1998, conclusosi con una mortificante retrocessione. Il Parma invece eseguì una spettacolare rimonta in classifica, che lo porterà al 2° posto finale alle spalle della Juventus. Fortunatamente, come sono lontani quei tempi per il nostro amato “ ciuccio “…

 

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