NAPOLI-VERONA 10-10-76 (3-0)

C’ era grande attesa in tutto l’ ambiente azzurro alla vigilia della stagione 1976 -1977 che, in estate aveva visto l’ avvicendamento in panchina fra due mostri sacri della storia del Napoli, ovverosia fra Luis Vinicio e Bruno Pesaola. Il ” petisso “, reduce da quattro discrete stagioni in quel di Bologna ( dove aveva anche vinto una coppa Italia nel 1974 ), non aveva saputo resistere al richiamo del cuore ed era così tornato in pompa magna nella ” sua ” Napoli. A sorpresa invece, ” ‘O lione ” aveva accettato le offerte della Lazio, salvo poi tornare nell’ ottobre del 1978. L’ esordio al San Paolo era previsto per il 10 ottobre 1976 dopo un non esaltante pareggio colto a Catanzaro guidato da Gianni Di Marzio. Avversario di turno era il Verona di ” Uccio ” Valcareggi, ex cittì della nazionale, vincitore degli europei del 1968 e vice- campione del mondo a Messico 1970 ( la famosa staffetta Rivera – Mazzola…). In un bel pomeriggio di sole, davanti a 70.000 spettatori ( con la bellezza di 61.422 abbonati…) così scesero in campo le squadre : Napoli con Carmignani, Bruscolotti, La Palma, Burgnich, Vavassori e Orlandini. Massa, Juliano, Savoldi , Vinazzani e Chiarugi ( dal 43° Speggiorin ). Il Verona rispose con : Superchi, Bachlechner, Franzot, Fiaschi, Busatta e Negrisolo. Moro, Mascetti, Petrini, Maddè e Zigoni. Gli ospiti fecero ben presto capie le loro intenzioni e cioè : difesa e contropiede, con la speranza di agguantare un pareggio. Dopo undici minuti però ecco la svolta del match. Savoldi insegue una palla lunga, il portiere Superchi gli esce incontro, blocca il pallone ed il centravanti inciampa su di lui. Fra lo stupore generale l’ arbitro Gussoni concede il rigore. Giustamente i veneti si lagnarono non poco, ma il direttore di gara fu irremovibile. Il buon Beppe trasforma il dubbio penalty in maniera impeccabile. Da quel momento in poi la gara va avanti stancamente, con il Napoli ad attendere sornione, ed il Verona che, nonostante gli sforzi, non riesce a rendersi pericoloso. La partita però si ravviva imperiosamente nel finale ; al 75° è il terzino La Palma ( noto pure per le sue doti di latin -lover, sempre secondo i bene informati…) ad andare in gol, ed è lo stesso La Palma a servire al 79° un pallone d’ oro a Savoldi, che a porta spalancata non può proprio esimersi dal realizzare la sua doppietta personale ed a siglare il 3 -0 finale. Negli azzurri i migliori in campo furono Totonno Juliano, il giovane Vinazzani, oltre a tutta la difesa. Negli spogliatoi Pesaola parlò di quattro napoletani ignorati dal futuro campione del mondo Enzo Bearzot : Massa, Bruscolotti, Vavassori e Savoldi. Ma solo l’ ultimo siederà in panchina in qualche occasione, senza ricevere la soddisfazione di partecipare ai mondiiali argentini del 1978. Ah, la geopolitica…   

Le statistiche parlano di 18 ( 2 in B ) vittorie azzurre, 10 ( 5 fra i cadetti ) pareggi e 3 vittorie del Verona ( 1 in B ). In un momento così, vincere diventa quanto mai imprescidibile… 

 

 

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