NAPOLI – PESCARA: IL DIFFICILE QUANDO SEMBRA FACILE
Sembra essere tutto già scontato. Il Napoli che attacca, che fa goal, che da spettacolo e che vince. Purtroppo, però, tutte queste circostanze difficilmente si sposano con il club azzurro capace sempre di soffrire più del dovuto quando la sfidante è una squadra nettamente inferiore sotto il piano tecnico.E' qui, e adesso, che si deve dimostrare il proprio carattere che viene smarrito nel momento topico o quando la pressione per un passo in avanti comincia a farsi sentire. La Juventus affronterà il Torino, in un derby infuocato, e il Napoli dovrà lasciare in forno il pranzo domenicale per guadagnarsi i tre punti che il divario qualitativo mette in mostra. Indipendentemente da tutto, con il Natale alle porte, una combinazione di numeri gira a favore del gruppo azzurro che, comunque, si nasconde dietro la scaramanzia glissando risultati passati che rendono l'aria un po' più dolce. Il presente dice che questa è una giornata da non sprecare per arrivare a Milano con il vento in poppa e, magari, con un po' di coraggio in più da mostrare con la sfrontatezza che distingue i grandi club. Chiosa dedicata al solito campanilismo mediatico: da qualche settimana la signora Juventus ha messo in mostra il proprio stile evitando la conferenza stampa pre-gara. Il giudizio parla di tensione e scaramanzia giusto perchè lì, da quelle parti, tutto è concesso perfino un pezzo di terra a 0.58 centesimi; a Napoli, invece, è tutto diverso: se non si parla prima di una gara allora è cafoneria, maleducazione, vergogna e altro mentre sui tavoli amministrativi è in atto una guerra burocratica per dei semplici tabelloni luminosi. Qualcuno dovrebbe cominciare a rivalutare il termine stile o, quantomeno, collocarlo nel discorso giusto.
Pescara. L'arrivo di Bergodi ha portato il Pescara ad un sensibile stravolgimento. Fallito il progetto di Stroppa come allievo di Zeman, meglio tornare all'ovile e chiudere ogni spiffero senza catapultarsi a viso aperto. In ripostiglio ci finisce il 4-3-3 per dare spazio ad un abbottonatissimo 5-3-1-1 con contropiede veloce e tattica attendista bloccando soprattutto gli esterni. Le corsie laterali lasceranno spazio solo al binario mancino con Modesto pronto a sorreggere la fase offensiva senza mai spingersi del tutto; difesa centrale bloccata, forte fisicamente e sulle palle aeree, ma talvolta lenta e sconnessa soprattutto in caso di inferiorità numerica; l'attacco vedrà una sola punta con un esterno a supporto che spesso dirotterà il proprio raggio d'azione sul binario di destra.
Indisponibili. Colucci, Blasi, Quintero, Jonathas; Balzano (squalificato)
Formazione (5-3-1-1) Perin (77); Zanon (2), Romagnoli (6), Terlizzi (88), Bocchetti (15), Modesto (24); Bjarnason (8), Cascione (4), Togni (21); Weiss (17); Abbruscato (9) All. Christian Bergodi
Ballottaggi. Bjarnason 60% – Nielsen 40%
Napoli. Qualche novità, finalmente, comincia a vedersi. Mazzarri risparmia un boccheggiante Maggio alle prese con uno stato di forma non proprio elevati. Spazio a qualche volto nuovo e a qualche staffetta in vista della trasferta di Milano in casa dell'Inter. Solito 3-4-1-2 con squadra alta, gioco veloce e di contropiede. La difesa dovrebbe essere confermata con Britos sul settore mancino e Gamberini a destra, ma la sorpresa del ritorno di Campagnaro non è del tutto esclusa; in mediana la coppia svizzera Inler – Behrami partirà dal primo minuto ma è facilmente ipotizzabile una staffetta a gara in corso tra Inler e Dzemaili in quanto entrambe diffidati; Hamsik girerà alle spalle del rientrante Cavani e dell'ex Insigne scelto per sostituire il convalescente Pandev.
Indisponibili. Maggio, Pandev, Aronica
Formazione (3-4-1-2) De Sanctis (1); Gamberini (55), Cannavaro (28), Britos (5); Mesto (16), Inler (88), Behrami (85), Zuniga (18); Hamsik (17); Insigne (24), Cavani (7) All. Walter Mazzarri
