NAPOLI – MILAN: CHIUDIAMO LA FOSSA DEL DIAVOLO!

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Era il 27 febbraio del 2011, stadio San Siro di Milano. La giornata mette di fronte Milan e Napoli per lo scontro diretto tra le due capoliste del torneo.Gara è già ricca di spunti, ma la carica agonista si eleva ulteriormente quando lui, il capo dei capi, aizza la tensione classificando la sfida calcistica tra Milan e Napoli come la sfida tra Nord e Sud, tra il buono e il cattivo. In molti sugli spalti sembravano scatenati all'idea di distruggere il sogno meridionale infierendo ulteriormente con i soliti luoghi comuni, stereotipi e cavolate da pura ignoranza di cervelli sottosviluppati. Quella gara finì 3 a 0 dopo un primo tirato e un secondo tempo incanalato dalla solita manovalanza arbitrale sancendo il declino azzurro verso il sogno scudetto.Oggi, due anni dopo, allo stadio San Paolo di Napoli andrà in scena un nuovo atto relativo alla sfida tra il Nord e il Sud. Ma questa volta la storia è un po' diversa. C'è sempre il capo dei capi arrivato da gran signore per stimolare i propri calciatori, ma questa volta preferisce chiudersi in un lauto silenzio consapevole di essere lì, a meno di un passo, dal baratro definitivo. Il Milan arriva alla sfida dopo la caduta casalinga con la Fiorentina capace di affondare i rossoneri come grissino nel burro; il Napoli, invece, arriva dalla doppia rimonta con Dnipro e Genoa con un matador in forma stratosferica e la consapevolezza di poter dire la sua, ancora, fino alla fine.Dopo tutto ciò che in pochi hanno messo in luce è stato ampiamente ignorato, altrimenti come si potrebbe giudicare selvaggiamente ad ogni minimo pelo?! L'esempio più eclatante ha un nome: Giandomenico Mesto.Impalpabile, assente, quasi irritante durante le gare d'Europa League nella squadra riserve; devastante per impatto e propulsione a Genova, in campionato, con i titolarissimi, sostanziale differenza quando si parla di riserve. Incastonare in un gruppo già coeso e qualitativamente adeguato qualcuno che non ha ancora avuto modo di integrarsi con il gioco o che non gode della stessa forza, e ci mancherebbe, di Cavani e Hamsik viene comunque sorretto dalla sintonia della squadra stessa, ma questo non interessa a quelli che fermano il ego sulla differenza di nome e stipendio. Cosa importa, non è rilevante. Chiusa questa parentesi, meglio rimboccarsi le maniche e convincersi che questa volta il sud potrebbe sotterrare definitivamente il primo nome del nord. Chissà come ci sta il diavolo nell'inferno di qualcun'altro… 

Milan. Ultima spiaggia per Massimiliano Allegri, proprio a Napoli, dove generalmente si arriva, si suda, ci si appanna e si perde. Lui, passato da Napoli come calciatore di cui le gesta è meglio non ricordarle, è sempre alle prese con grossi problemi di formazione tra assenti per infortunio, squalificati e mentalmente distrutti per un gruppo che ormai sembra essere alla deriva. Cambia anche la formazione iniziale dopo le pressioni di brontolo gran capo per il momento al limite del drammatico; via il 4-3-1-2 ed ecco il 4-3-2-1, modulo ampiamente bocciato ai tempi di Ancelotti e rispolverato per l'occasione producendo un 4-3-3 in fase offensiva e un 4-4-1-1 in fase passiva. La difesa sarà piuttosto bloccata dove solo il settore mancino potrebbe produrre qualche affondo mentre la difesa centrale, lenta, macchinosa, sconnessa e in perenne difficoltà sul breve, adopererà una marcatura mista lasciando il compito a uomo solo sulle palle inattive; il centrocampo graviterà sui piedi di Montolivo e Nocerino mentre Emanuelson cercherà di sorreggere le scorribande offensive lasciando in inferiorità numerica la mediana in fase di ripartenza avversaria; Bojan ed El Shaarawy sosterranno Pazzini con Pato che inizierà dalla panchina. Ballottaggio tra Acerbi e Mexes con il francese leggermente in vantaggio. Occhio ad El Sharaawy molto pericoloso nell'uno contro uno anche se paragonarlo a Cavani è quasi l'anticalcio. Attenzione anche alle palle inattive dove sia in prima battuta che su eventuali respinte i buoni piedi milanisti potrebbero creare qualche grattacapo di troppo.

Indisponibili. Mesbah, Abate, Antonini, Bonera, Muntari; Ambrosini (squalificato)

Formazione (4-3-2-1) Abbiati (32); De Sciglio (2), Yepes (76), Mexes (5), Constant (21); Nocerino (8), Montolivo (18), Emanuelson (28); Bojan (22), El Shaarawy (92); Pazzini (11)     All. Massimiliano Allegri

Ballottaggi: Yepes 50% – Mexes 35% – Acerbi 15%

Napoli. L'idea di scaraventare nell'oblio l'odiato Allegri non soddisfazione da poco per Walter Mazzarri che cosciente della carica ottenuta da Berlusconi, cercherà di elevare al massimo l'agonismo dei suoi spinti dall'entusiasmo ricavato tra Dnipro e Genoa. Solito 3-4-1-2 con difesa alta, gioco veloce, squadra molto larga e contropiede alla mano. Pandev resterà a guardare e Insigne accompagnerà Cavani come terminali offensivi; Zuniga torna sul settore mancino, ma le speranze più grandi sono riservati su tre aspetti: Dzemaili, che sostituirà lo squalificato Behrami, dovrebbe accompagnare più Inler nella manovra senza dimenticare di schiacciare i due centrali milanisti mettendo da parte inutili progressioni palla al piede qualdo l'avversario manterrà più di tre uomini centrali a copertura; Hamsik che galleggiando tra le linee potrebbe costringere Nocerino a restare basso ma soprattutto a declassare Montolivo dalla fase di ripartenza e, infine, Christian Maggio opaco nelle ultime uscite e freccia fondamentale, se in condizione, con Constant sulla sua corsia che non presenta proprio le doti di difensore.

Indisponibili. Behrami (squalificato)

Formazione (3-4-1-2) De Sanctis (1); Campagnaro (14), Cannavaro (28), Gamberini (55); Maggio (11), Inler (88), Dzemaili (20), Zuniga (18); Hamsik (17); Insigne (24), Cavani (7)     All. Walter Mazzarri

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