NAPOLI – LAZIO: LA GARA DELLA PROVVIDENZA

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 Un po' come sparare sulla croce rossa. Eliminare contesto ed episodi paradossali in modo tale da scagliare una lancia del destino affilata. Tutto appena nel mese di settembre come se il tempo fosse già finito e i giochi già segnati. Metto e tolgo, prendo e lascio, la concezione fantacalcistica ben lontana dal mondo reale. Questione di numeri per qualcuno, questione di sport per altri. Una sorta di conflitto eterno tra sacro e profano, tra la certezza numerica dell'1+1 uguale 2 e una sfera che rotola senza regole tanto da far uscire 1+1 uguale 4. Tutto è opinabile, tutto diventa maledettamente manipolabile a seconda dei propri interessi. Ebbene, quel pallone che rotola non ha occhi e orecchie, continua a rotolare senza sosta avanti a gambe ora stanche, ora progressive, ora magiche. Nel calcio è così, tutto diventa il contrario di tutto in men che non si dica eppure si continua a battere so ciò che piace ad altri ma che non sta ne in cielo ne in terra. Chi calpesta un prato verde ha una conoscenza diversa da chi quel prato verde lo ha solo visto tv o dagli spalti. C'è poco da fare, non cambierà mai, ma forse anche per questo il pallone si sgonfia, ma non si bucherà mai…

 

Lazio. Vladimir Petkovic ha ridato nuova linfa al gruppo capitolino. Dopo tre anni di nulla, ecco una Lazio spumeggiante, aggressiva, talvolta sbilanciata ma pur sempre spettacolare. Il 4-3-2-1 del tecnico serbo cambia pelle a seconda delle circostanze in cui si trova: durante la fase offensiva si nota quasi un 4-2-3-1 mentre in fase di non possesso è visibile un 4-5-1-1 tirato a molla con gli esterni pronti a continue sovrapposizioni. Non dovrebbe farcela Konko sul settore destro così come Cavanda dovrebbe accomodarsi al riposo per dirottare Lulic in zona difensiva; possibile l'esclusione di Hernanes con l'inserimento di Ederson o Zarate. Punto debole resta la difesa lenta e spesso distaccata con il reparto di centrocampo

Indisponibili.  Brocchi, Radu

 

Formazione (4-3-2-1) Marchetti (22); Scaloni (5), Dias (3), Biava (20), Lulic (19); Gonzalez (15), Ledesma (24), Candreva (87); Hernanes (8), Mauri (6); Klose (11)     All. Vladimir Petkovic

 

Ballottaggi. Hernanes 50% – Ederson 30% – CAvanda 10% – Zarate 10%

 

Napoli. Il pari in casa di un Catania ultra difensivista è risuonata in città come una sorta di debacle colossale. La pressione aumenta, ma anche la consapevolezza di aver già fatto buoni passi avanti rispetto al passato. Il campionato è l'obiettivo numero 1 e Mazzarri conferma il 3-5-1-1 di contropiede, gioco veloce, largo e difesa alta con qualche piccolo ritocco rispetto alla gara di domenica. In difesa spazio a Gamberini sul centrodestra con il dirottamento di Campagnaro sul lato opposto per dare ad Aronica la possibilità di tirare il fiato; in mediana torna Behrami al posto di Dzemaili che potrebbe comunque entrare a gara in corso, ballottaggio tra Zuniga e Dossena con il colombiano da valutare per un fastidio alla caviglia sinistra. Confermato il reparto offensivo. Occhio ad Hernanes e Mauri sempre pronti a buttarsi tra le linee avversarie mentre fondamentale potrebbe essere l'apposto di Inle di fronte ad un centrocampo molto tecnico così come di Maggio avendo sulla sua corsia un Lulic pronto alla scorribanda offensiva lasciando spazio alla ripartenza.

Indisponibili. Britos

 

Formazione (3-5-1-1) De Sanctis (1) Gamberini (55), Cannavaro (28), Campagnaro (14); Maggio (11), Behrami (85), Inler (88), Hamsik (17), Dossena (8); Pandev (19); Cavani (7)     All. Walter Mazzarri

Ballottaggi. Dossena 55% – Zuniga 45%

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