“NAPOLI E GENOA, DUE SQUADRE DIVERSE PER UN OBIETTIVO COMUNE”

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Due partite interne consecutive e bottino pieno raccolto con il minimo sforzo. Il Napoli arriva alla quinta vittoria consecutiva e si presenta al rush finale delle ultime 6 gare di campionato in netto vantaggio sul Grifone almeno sotto il profilo psicologico. Perché se è vero che gli azzurri non entusiasmano, sono pur sempre secondi e stanno dimostrando di essere una squadra unita e solida, dotata di enorme grinta e determinazione da vendere. Una compagine profondamente diversa dall’antagonista Genoa che è dotata di caratteristiche diverse ma non più importanti di quelle del Napoli.

Sia con il Cesena che con l’Albinoleffe, la squadra ha sofferto il gioco avversario, riuscendo però a passare in vantaggio già nel primo tempo, salvo poi subire e rischiare troppo nei successivi minuti di gioco.

 

Se la squadra di Reja riuscirà a raggiungere l’ambito traguardo della promozione diretta, il merito maggiore dovrà essere attribuito alla grande solidità difensiva e ad un grande portiere come Gennaro Iezzo che sta riuscendo con le sue parate a regalare importanti vittorie alla sua squadra: anche oggi si è dimostrato determinante insieme ai suoi compagni di reparto, contribuendo alla conquista dei tre punti.

Per il resto bravo Reja a ruotare gli uomini, a non creare malumori nello spogliatoio e a riuscire a dosare bene le energie in questo tour de force finale. Ogni giocatore sa di poter essere chiamato in causa in ogni momento, facendo sì che la concentrazione e le motivazioni dell’intera rosa siano sempre forti.

 

Contro i bergamaschi dell’ex Mondonico, buona la prova di Garics, naturale sostituto di Grava, che in fase di ripiegamento ha dimostrato tutto il suo valore, venendo un po’ meno in fase di supporto alla manovra offensiva. L’impressione è che l’austriaco abbia ampi margini di miglioramento. E’ancora la vecchia guardia con Sosa, Montervino e Bogliacino a sospingere in avanti il transatlantico azzurro, incitato da un pubblico che in massa sta tornando a riempire gli spalti del S. Paolo. Il Napoli dimostra di esserci sotto l’aspetto mentale anche se i timori, purtroppo, rimangono tanti. Il calendario sembra arridere al Genoa e anche guardando le prestazioni, le migliori sono quelle sfoderate dall’undici di Gasperini, quest’ultimo già acclamato come allenatore rivelazione della cadetteria.Ma per vincere la serie B basta solo questo? E’ più forte solo chi gioca meglio o solo questo non può bastare?Tra Napoli e Genoa si profila un testa a testa avvincente: da un lato una squadra robusta, solida, collaudata, unita e sospinta da un grande pubblico; dall’altro una squadra più tecnica, completa e maggiormente efficace in fase di costruzione del gioco. Ma se il Napoli è lì, davanti al Genoa, anche se solo di un punto, considerato il divario tecnico, una ragione ci sarà o è solo una casualità? A questo punto il secondo posto potrà conquistarlo non chi giocherà meglio ma solo chi sbaglierà meno.La promozione del Napoli passa per le due prossime ed insidiose trasferte in terra lombarda. Mantova e Brescia saranno un importante crocevia che darà un giudizio definitivo sul vero valore di questa squadra, tanto criticata nell’arco del campionato, quanto seguita con passione e amore dai propri tifosi in questa fase così delicata.Ancora 6 partite, sei partite difficilissime ma che sono alla portata della compagine azzurra che, nei momenti difficili della stagione, è sempre riuscita a riemergere prontamente quando sarebbe stato più facile sprofondare. E le cose migliori forse le ha sapute fare proprio in trasferta, dove il fato, ironia della sorte, ha voluto che il Napoli giocasse 4 delle ultime 6 gare. Chissà che anche questa ulteriore difficoltà non sia in realtà un segno di buon auspicio per una squadra che va elogiata perché ha saputo crescere in fretta nonostante, ad inizio campionato, il posto che oggi occupa non era stato minimamente preventivato anche se, in parte auspicato almeno dai tifosi.Ma ora che gli azzurri sono lì, venderanno cara la pelle prima di rinunciare ad un risultato che avrebbe quasi del miracoloso ma sarebbe una soddisfazione immensa per chi ha ancora negli occhi l’esordio del nuovo Napoli  dell’era  De Laurentiis, al San Paolo contro il Cittadella: appena 2 anni e mezzo fa!Che soddisfazione sarebbe tornare a calcare i prestigiosi campi di gioco della serie A che il Napoli da troppi anni non frequenta, a dispetto della storia e del blasone che qualcuno aveva ignobilmente calpestato.Ancora un piccolo sforzo allora, per vincere e tornare, tutti insieme, di nuovo grandi. 

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