MOXEDANO: "IL COMUNE CONCEDA IL SAN PAOLO"

Quando Aurelio De Laurentiis ha messo piede all’ombra del Vesuvio, ha subito lasciato intendere che il passo che aveva fatto da Gstaad non era casuale. Avere una squadra di calcio significa poter dare lustro ad una città non solo sotto l’aspetto sportivo, ma anche sotto quello dell’immagine ed imprenditoriale. La prima operazione-rilancio ha toccato la squadra, che ora cammina a passo spedito in serie C1, grazie a primari nel loro settore scelti con saggezza e competenza. Il produttore ha prima definito il cast, poi ha valutato la sceneggiatura. Ha visionato il San Paolo, teatro del grande Napoli che fu, e ha pensato a come ristrutturarlo. Eppure, la riqualificazione dell’impianto di Fuorigrotta trova grandi ostacoli non nella programmazione, ma nell’attuazione del progetto. Le difficoltà sono tali al punto che De Laurentiis ha più volte minacciato di portare la squadra via da Napoli qualora l’amministrazione comunale non decida di aiutarlo nel suo intento. E proprio quel Comune che aveva promesso "cento mani", ora finisce sotto accusa. Sulla posizione sta vigilando il sempre solerte e disponibile dottor Franco Moxedano, presidente della Commissione Edilizia Sportiva al Comune di Napoli. Dottor Moxedano, ma a Napoli sono tutti eterni scontenti o è il Comune che fa passare il sorriso?"Gli imprenditori magari sono scontenti ma il Comune fa quello che deve fare…"Però Aurelio De Laurentiis non è felice per la questione San Paolo…"Il problema si chiama solo gestione degli impianti, i grandi impianti in particolare. E’ su quello che l’amministrazione comunale deve cominciare a discutere. Il San Paolo come il Palabarbuto o il Mario Argento vanno dati in gestione, il passo fondamentale è che in Consiglio si cominci a discutere di fare una convenzione ad una società. Successivamente va discussa la gestione dell’impianto. Se non si comincerà a parlare di questo, sarà un danno per tutti, fermo restando la volontà del Comune di reperire risorse dall’affitto di grossi impianti, risorse da investire per la costruzione, soprattutto in periferia, di impianti sportivi che avvicinino i giovani alla pratica sportiva".I nodi-San Paolo però sono tanti. Primo problema: il tabellone. Da anni ci si adopera, senza risultati, per portarne uno funzionante al San Paolo. Il presidente ha provveduto personalmente: ne farà arrivare due dal Giappone, a sue spese…"Sono stato recentemente al San Paolo e questi tabelloni ancora non li ho visti…Se il presidente De Laurentiis li ha comprati e li istallerà, significa che ne avrà discusso con l’amministrazione comunale". Secondo problema: la bouvette. Non basta la forza di quest’imprenditore per assegnare a lui e non ad altri la concessione o la sublocazione di locali da adibire a servizio di piccola ristorazione?"Guardi, il problema è un altro. Non si tratta di poter scegliere, ma di rispettare un atto giuridico. Un anno fa è stata firmata una convenzione di durata quinquennale con una società per la bouvette del San Paolo. Ora De Laurentiis può aspettare che scada il contratto tra quattro anni per concorrere alla nuova gara oppure, se si pensa ad una gestione diversa con un diverso contributo della Napoli Soccer, se ne potrà riparlare. Al momento, c’è un contratto in essere che va rispettato, il Comune non può fare altro".Terzo problema: le tribune. De Laurentiis pare sia stufo di vedere zone degli spalti non all’altezza di uno stadio come il San Paolo, ed è intenzionato a trasformare alcune aree in salottini per VIP con tante "accomodations". Cosa dice il Comune?"Il Comune non può che condividere le osservazioni del presidente, in una diversa gestione il progetto che prevede l’allestimento di salottini VIP non può che trovare consensi entusiastici. Il nodo è sempre un altro: da un anno e mezzo si parla dello stadio San Paolo, ma quando si prende una decisione?"Già: che tempi si prevedono?"Non possono essere tempi lunghi anche perché ribadisco che il Comune ha tutto l’interesse nel dare in gestione lo stadio per reperire risorse da investire sempre negli impianti sportivi".Sarà anche possibile studiare una concessione per 99 anni a De Laurentiis? "Certamente, la formula non è importante. E’ invece necessario che al più presto venga fatto il primo passo, e cioè trovare una convenzione". Contro la Vis Pesaro lei era presenta al San Paolo, ma come mai il Sindaco non ha raccolto l’invito di De Laurentiis a presentarsi allo stadio?"E’ una domanda che, francamente, andrebbe rivolta all’interessato. Comunque, conoscendo la signora Iervolino, penso che non sia potuta venire perché occupata da impegni istituzionali. Il sindaco l’ho visto sempre interessato alle vicende della squadra cittadina, ora non si vuole sottrarre anzi vuole dare il suo contributo alla rinascita del club appoggiando il programma di De Laurentiis".A suo avviso le istituzioni hanno gestito bene la vicenda-Napoli la scorsa estate? Sa che ogni domenica ci sono cori ostili all’indirizzo di Palazzo San Giacomo…"La mia personalissima opinione è che si poteva fare di più in tutta la vicenda. Chi ha complicato i piani, sempre secondo il sottoscritto, è stato Luciano Gaucci insieme alla curatela fallimentare. Con il dialogo la situazione si sarebbe risolta e non escludo che il Napoli ora sarebbe in serie B, invece si è cercato lo scontro a tutti i costi ed il risultato è che ora giochiamo in terza serie".A proposito, Toto Naldi ha continuato a chiedere lo stadio fino alla fine, e aveva minacciato che senza di esso il Napoli sarebbe fallito. Così è stato. Rimorsi? "Personalmente non ho rimorsi, forse li potrà avere qualche consigliere comunale. Ho sempre individuato in una gestione diretta del Calcio Napoli del San Paolo una possibilità per la vecchia società di evitare il fallimento. Altri invece pensavano che il Calcio Napoli non potesse mai fallire. Mantenere quella società, a mio avviso, era importante per la città".Ma in fin dei conti, Naldi questo progetto-stadio lo aveva, sì o no?"Naldi concretamente un progetto non lo ha mai presentato, però ne ha sempre parlato. A mio avviso lo aveva ed era ambizioso, ne ha anche parlato in Consiglio Comunale".Mi scusi, ma se lo aveva perché poi non gli è stato dato lo stadio?"Per questioni politiche. Alcune persone hanno anteposto l’appartenenza ad una fede politica rispetto ad un patrimonio come la squadra cittadina. Personalmente, sono stato al fianco di Naldi così come oggi mi sento al fianco di De Laurentiis, domani sarò al fianco di un altro presidente se ce ne sarà un altro. Per me il Napoli è il bene supremo, oltre ogni lotta politica, è per questo che sono sempre al San Paolo".Ecco, dottor Moxedano, la conosciamo come inguaribile ottimista e gran tifoso del Napoli. Domanda scontata, ma doverosa: chi va in B…"In B ci va il Napoli e sono convinto che già a metà campionato avrà la certezza della promozione. A gennaio a mio avviso avrà dieci punti di distacco dalla seconda. Oltre al Napoli, vedo bene anche Avellino e Benevento".Era scontato che dicesse il Napoli, volevamo solo sapere se era campanilista…

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