Sarri Story, dalla seconda categoria alla serie A(1° puntata)

Dalla Seconda Categoria alla Serie A: se questa fosse la storia di un club, gli scribi parlerebbero di “miracolo calcistico”. E’ invece il percorso di Maurizio Sarri, che a 56 anni arriva sulla panchina della sua città natale dopo un quarto di secolo passato alla guida di 16 diverse squadre. Partenopeo di nascita ma toscano d’adozione, il destino ha voluto che quella azzurra fosse la sua società numero 17. Ci correggerà: è stato anche ad Avellino, ma si dimise dopo una gara di Coppa Italia che non gli negò un’altra destinazione. E allora facciamo 18, così rispettiamo la scaramanzia che tanto è cara a questo ex calciatore dilettante ed ex bancario di professione: la sua storia merita un viaggio tra i tanti aneddoti e le sei promozioni nelle categorie minori capaci di portarlo all’ombra del Vesuvio in una sera di inizio giugno, per quella che sembra l’occasione di una vita ma anche un premio alla gavetta…

 

PRIMA PUNTATA: DALLO STIA ALLA COPPA DI D (CON PATENTINO)

 

Venerdì 27 giugno 2014, lo stadio “A. Fratini” di Faella ha organizzato la gara amichevole “vecchie glorie” tra Us Faellese 1991-1993 e Us Stia 1990-91. Ospite d’onore Maurizio Sarri, allenatore di un Empoli che qualche giorno prima aveva festeggiato la promozione in serie A. In campo le prime due squadre allenate da Sarri, vincitore del premio “Orgoglio Faellese”. In realtà Maurizio aveva iniziato a dare ordini ai compagni anche prima: con i piedi non se la cavava abbastanza, ma era un difensore di sostanza, peraltro tormentato dagli infortuni. A 31 anni la prima svolta della sua vita: Sarri gioca nello Stia, squadra espressione di un paesino di 3.000 abitanti in provincia di Arezzo. Lui risiede e lavora a Figline Valdarno, in quella Toscana che ha accolto la sua famiglia dopo i primi anni trascorsi a Bagnoli, quartiere di Napoli dove il papà lavorava come gruista. Il suo lavoro è la banca (Montepaschi, con incarichi che lo hanno portato a viaggiare tra Inghilterra, Germania, Svizzera e Lussemburgo), la sua passione è il calcio con il tormento dei problemi al ginocchio. Lo Stia comincia male il campionato, l’allenatore viene esonerato e un suo compagno propone al presidente di dare la squadra a Maurizio, che prende tutto molto sul serio: appunti sugli allenamenti, osservatori mandati a spiare gli avversari, relazioni approfondite alla squadra sulle caratteristiche dei dirimpettai, tre schemi sulle palle inattive (la sua ossessione): non proprio una metodologia da Seconda categoria, dove si va in campo per divertirsi e tenersi in forma smaltendo gli eccessi (cibo e, nel caso di Sarri, il fumo delle inseparabili sigarette), ma che consente alla squadra di concludere al 4° posto. Dallo Stia alla Faellese, due buone stagioni che valgono il salto in Promozione al Cavriglia, con la prima promozione sul campo centrata nel 1995 e la prima amarezza conosciuta nel 1996 con l’esonero in Eccellenza. Si ricomincia in Promozione, all’Antella, ed ecco un’altra promozione sul campo, nel 1997, in seguito a spareggio: è ancora Eccellenza, con Sarri che prima salva l’Antella, poi conosce il secondo esonero al Valdema, quindi subentra e salva il Tegoleto. La svolta sui campi dilettantistici toscani arriva con il terzo millennio: nel 2000 ecco la chiamata della Sansovino, società espressione di Monte San Savino (8.000 abitanti in provincia di Arezzo) che consente a Sarri di aprire un ciclo inaugurato con la vittoria del campionato di Eccellenza al primo tentativo, proseguito con il 6° posto al primo anno di serie D e concluso con il 2° posto l’anno seguente, impreziosito soprattutto dalla vittoria della Coppa Italia di serie D (dopo una serie estenuante di quattordici gare giocate in giro per l’Italia) che vale non solo il ripescaggio della Sansovino in serie C2, ma soprattutto la possibilità per Sarri di partecipare di diritto al corso di Coverciano per l’abilitazione ad allenatore professionista. Dopo 12 anni (4 promozioni ed una Coppa), a 44 anni Maurizio è pronto per diventare grande.

(1, continua)

Marco Santopaolo

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