MEGLIO USARE IL BADGE CHE LE CHIAVI DI ALTRI

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Quasi sempre complimenti e riconoscimenti vari vengono attribuiti da addetti ai lavori o da chi scruta, guarda e interpreta vari fattori dalla concretezza del work in progress fino alla finalità dei risultati.Spesso, invece, l'attribuzione dei complimenti avviene di sana pianta attraverso giornali e televisioni presidiate da amici presunti o tali. Fin troppo facile apparire di fronte ad una telecamera e dichiarare la paternità di un risultato (o di una serie di questi) quando ormai si è stati cacciati senza troppi ringraziamenti. Altre persone, però, lavorano in silenzio con calma e senza proclami facendo dell'umiltà personale il vero punto di forza che eleva la competenza nel settore; se poi con queste caratteristiche si è capaci anche di "missioni impossibili" allora il conto è presto fatto.

 

Riccardo Bigon, direttore sportivo e figli di Albertino, ex calciatore di buon livello e vincitore del secondo tricolore partenopeo in età maradoniana, è l'uomo da dietro le quinte che muove i fili del mercato senza fare rumore. Non appare in tv per pubblicizzare il proprio volto, ma per sottolineare i sacrifici di altri senza mai esaltare la propria indole di competenza e qualità. Eppure, Bigon, di missioni impossibili ne ha praticamente compiuti e in modo totalmente diverso da chi lo ha preceduto sempre pronto a sbandierare una competenza trentennale per riconquistare un posto chissà dove (quale categoria sarà, per lui, non è ancora chiaro). Jesus Datolo, pagato al tempo 9 milioni per vederlo al top solo in occasione di Juventus – Napoli e della passeggiata di presentazione al San Paolo accompagnato dal presidente e ignaro della vera qualità, era diventato quasi impossibile piazzarlo altrove. Ingaggio lungo e pesante a complicare le cose e quando Bigon accettò il prestito dell'Espanyol un po' tutti cominciarono a contare la perdita economica dei partenopei. Invece, quel vero galantuomo del tempo, il Ds è riuscito a ricavarne il massimo portando a casa anche Victor Ruiz, giovane difensore spagnolo della cantera più forte del mondo. Altro giro e altro punto spigoloso: German Denis, 8 milioni cash per diventare la riserva di Zalayeta; anche in questo caso tutto sembrava perduto e invece l'argentino divenne utile per abbassare la richiesta dell'Udinese per Inler dopo un anno in prestito sempre in Friuli. Jimmy Hoffer, arrivato a Napoli per ben 7 milioni di euro dal Rapid Vienna e presentato come l'erede di Tony Polster, riuscì a malapena ad arricchire la propria conoscenza con qualche parola italiana prima di essere spedito in Germania, in prestito ma è già qualcosa. Eppure, qualcuno, disse che non gli fu data la possibilità di esplodere e dimostrare, ma non si può comprendere perchè sia passato dal Kaiserslautern all'Eintracht invece di finire tra le braccia di chi fece tali dichiarazioni. Ancora, i vari Bucchi, Zalayeta, Navarro, De Zerbi e Amodio hanno lasciato Napoli costringendo al società a perderci in investimenti pur di liberarsi di ingaggi onerosi e lunghi mentre il buon Bigon pagava 5 milioni per Andrea Dossena, uno dei pochi terzini italiani da nazionale e pagato meno di Hoffer! Tante missioni impossibili e ne manca uno: Samuele Dalla Bona. Seicento mila euro a stagione per cinque anni dal 2006 per passare dalla tribuna alla panchina e ancora in tribuna, poi il prestito all'Atalanta fino allo svincolo. Qui, il conto economico è nettamente in negativo, ma abbiamo parlato di missioni impossibili e non di miracoli…

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