MAZZARRI-DE LAURENTIIS, GLI ESAMI NON FINISCONO MAI

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Stavolta i cambi in corsa non hanno prodotto il risultato sperato. E così Mazzarri porta a casa il secondo 0-0 di fila andando ad appesantire la borsa dei dubbi. Perché contro Catania e Lazio si poteva ambire a qualcosa di meglio, mentre i soli due punti ottenuti lasciano l’amaro in bocca. Dopo lo scintillante avvio, la gestione Mazzarri incontra, come era prevedibile, qualche battuta d’arresto. Prevedibile perché il tecnico più degli accorgimenti apportati (cambio di modulo in primis) non poteva fare, adesso è il momento di limare i meccanismi e soprattutto dare una migliore efficacia alla manovra d’attacco. Anche se le caratteristiche del gruppo sono risapute: il Napoli si esalta soprattutto se gioca con ritmo, velocità e se esistono spazi da aggredire. Quando incontra difese arroccate va in difficoltà, sebbene provi a far girare palla e cercare con pazienza il pertugio giusto. Purtroppo, la coppia Lavezzi-Quagliarella non si esalta e non funziona, il feeling continua a latitare ed Hamsik –eccessivamente girovago per il campo- non può sempre togliere le castagne dal fuoco. Spetta a Mazzarri l’arduo compito di fornire al suo tridente le coordinate giuste, nella speranza che il Napoli quanto prima non giochi più solo sulla destra. Non a caso la pericolosità azzurra è lievitata con l’ingresso di Datolo che ha consentito al gruppo di trovare sfogo anche sull’altro versante. Insomma, per Mazzarri non mancano i problemi tecnico tattici, già conosciuti da queste parti e con i quali adesso anche il tecnico toscano sta cominciando a fare i conti.

Conti che ogni giorno fa anche il presidente De Laurentiis, sempre alla ricerca della quadratura societaria giusta. Dai risultati che matureranno fino a Natale si deciderà il mercato di gennaio. Se il Napoli sarà concretamente in corsa per l’Europa il patron sarebbe disposto a qualche investimento che invece conserverebbe per il futuro se le distanze cominciassero ad ampliarsi, preferendo scambi e prestiti, in attesa di sfoltire la rosa. Da allargare è invece l’assetto societario. L’atteso annuncio del nuovo direttore generale non c’è stato, per il momento fa tutto il presidente che dopo i no di Fassone, Montali e Marotta, stenta a trovare il nuovo collaboratore. L’esperienza Marino probabilmente lo ha scottato, la “carta bianca” è finita, il patron non riesce a individuare il braccio destro che vorrebbe, più ligio alle sue direttive. I colloqui avviati tempo fa non sono finiti, ma per il momento tutto procede a ritmo lento. “Bisogna fare le cose con calma per non rischiare di sbagliare”, ammonisce il patron. E noi aspettiamo.  

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