Lo Zibaldone azzurro: Sampdoria-Napoli dalla A alla Z
Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto
Approccio che si rivela nuovamente pessimo. Spia rossa accesa, allarme vero e proprio. Questo Napoli fa fatica a scendere in campo con la giusta determinazione.
Basiti, attoniti: una batosta totalmente inattesa ma che potrebbe dare la giusta scossa ad un gruppo forse fin troppo consapevole dei propri mezzi.
Crollo verticale dopo le prime due vittorie stagionali. Crollo (quello vero) di Carlo Ancelotti dalla panchina: il segno di una serata stortissima.
Disastro totale: Napoli scarico mentalmente, una squadra sfilacciata e priva di idee. Reparti lunghissimi e distratti: alto mare, altissimo.
Ennesime leggerezze di una retroguardia che desta preoccupazione e a tratti anche scalpore: da granitica a ridicola il passo è davvero breve.
Forzate numerose giocate per tentare di superare la metà campo avversaria: diktat che non si addice ad una squadra come il Napoli. Irriconoscibili.
Gestione del possesso prevedibile ed inconcludente, sintomo che le pedine manovrate da Ancelotti si sono mosse davvero a vanvera.
Hysaj- Allucinante la prestazione del terzino albanese che sbaglia tutte le marcature nel primo tempo. Responsabile in occasione delle prime due reti, non indovina un cross ed appare costantemente spaesato.
Impietrito David Ospina in occasione dei gol subiti nei quali non ha grandi responsabilità. Da incubo quando si tratta di impostare la manovra: piedi di legno.
Lanci lunghi che non producono i risultati sperati, anzi nella maggior parte dei casi derivano da una confusione vera e propria in fase di possesso. La Sampdoria ringrazia e raccoglie.
Mertens- Positivo il suo impatto nel match, ma ha il demerito di divorarsi due rete sotto porta che avrebbero potuto riaprire la contesa. Poco lucido.
Nessuno, e ribadiamo “nessuno” tra i partenopei è riuscito ad arginare le sgroppate di Riccardo Saponara. Nella Fiorentina era poco più di una riserva, ora sembra il miglior trequartista in circolazione. Meditate…
Ottimismo esorbitante che era emerso dai primi due incontri, nascondendo quelle gravi lacune che il Napoli sta pagando e pagherà ancora carissimo se non verrà cambiato qualcosa nell’impostazione di gioco.
Pressing alto inesistente. I blucerchiati sono sempre riusciti ad uscire palla al piede con una calma olimpica. Primo anello debole di una catena infinitamente nefasta.
Quagliarella- Contro di lui si parte perennemente con una rete di svantaggio. Segna in tutti i modi possibili dimostrando di poter fare ancora la differenza. Siamo sicuri che non sarebbe servito a nulla in questo Napoli? Domanda retorica…chapeau Fabio!
Regia inesistente. Hamsik e Diawara sono stati esperimenti falliti, almeno fino a questo momento. Gli azzurri stanno pagando a caro prezzo la cessione di Jorginho, senza averlo sostituito.
Seconda peggior difesa del campionato, solo il peggior Chievo di sempre è riuscito ad incassare più gol degli uomini di Ancelotti. Non serve aggiungere altro…datevi una mossa!
Tatticismi inesistenti. Squadra che per lunghissimi tratti sembra non aver né capo né coda. Ed è proprio questo l’aspetto che preoccupa maggiormente.
Unico a salvarsi come di consueto. Meriterebbe la fascia di capitano soltanto per l’impegno profuso, la grinta e la cattiveria con cui gioca anche quando tutto è ormai compromesso. Lui è il vero top-player di questo gruppo umorale: Marques Allan!
Vince tutti i contrasti sulla mediana…la Sampdoria. Impresa non difficilissima considerando la nullità del centrocampo azzurro.
Zero- Bisogna ricominciare dall’inizio, non pensare più ai novantuno punti, né allo scudetto soltanto sfiorato. Tirate fuori gli attributi, pedalate a testa bassa senza alzare la cresta. Uno in funzione dell’altro, come si fa nelle squadre vere, quelle costruite per vincere!


