IL NAPOLI PROSEGUE A CORRENTE ALTERNATA

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Troppo pochi 25 minuti di gioco per sperare di portare a casa un risultato positivo dallo stadio “Olimpico” di Torino.Tanto dura la buona prestazione del Napoli contro una Juventus apparsa tutt’altro che irresistibile per le tante assenze, per la prova largamente insufficiente di alcuni suoi uomini di centrocampo e per la scarsa vena del bomber Trezeguet.Col senno di poi il giudizio complessivo è più di un’occasione persa che di una prova senza recriminazioni.Ancora una volta il Napoli non riesce a proporre con una certa continuità la duplice fase difesa-ripartenza, apparendo a larghi tratti incapace di gestire la palla e di innescare il tandem offensivo Calaiò-Lavezzi. Troppe le palle perse a centrocampo e troppo poco il movimento senza palla dei centrocampisti negli inserimenti.

Alla distanza la Juve è venuta fuori surclassando per tutto il secondo tempo un avversario apparso timido e timoroso seppur capace di arginare con una certa efficacia gli ossessionanti attacchi bianconeri.E tanto va la gatta al lardo che ci lascia lozampino, anche questa volta ci ha pensato il neo entrato Iaquinta a punire oltremodo una squadra azzurra disposta in campo solo per non prenderle e per uscire indenne dal campo avverso.Troppo difensivismo non ha pagato e alla fine resta solo l’amaro in bocca per aver perso un’ occasione d’oro contro una Juve tutt’altro che trascendentale, anzi forse alla portata della squadra azzurra che se ci avesse creduto di più insieme al proprio tecnico avrebbero potuto compiere l’impresa della domenica.

Continua, quindi, l’altalenante cammino del Napoli nel massimo campionato, cammino fatto di grandi imprese condite da ottime prestazioni e da clamorose debacle frutto di pessime prestazioni.Da sottolineare ancora una volta le pessime prove di Domizzi e Pazienza. Se quest’ultimo ha l’attenuante di essere reduce da un infortunio, ancora il mistero avvolge la vistosa involuzione del centrale romano che dal cigno ammirato nelle prime giornate della stagione si è improvvisamente tramutato nel brutto anatroccolo le cui prestazioni stanno condizionando ampiamente anche i risultati della squadra. Parole a parte vanno spese per gli esterni Garics e Savini, dimostratisi inadatti al ruolo e al tipo di gioco richiesto da Reja. Il Napoli per spingere sulle fasce ha bisogno di altro.Ora i partenopei sono esattamente nel limbo, nella zona neutra tra inferno e paradiso. Tanto la Uefa che la serie B sono ad 8 punti e già dalla prossima partita casalinga di mercoledì contro la Fiorentina si dovranno fare i giusti calcoli per non andare oltre quella 12esima posizione che costituisce il limite invalicabile preventivato dalla società.Contro i viola di Prandelli bisognerà nuovamente calarsi nei panni della grande squadra e cercare di portare a casa il bottino pieno. Del resto gli azzurri hanno dimostrato che tra le mura amiche quella concentrazione e quella vena agonistica vista a Torino solo per 25 minuti possono conservarla fino alla fine, spinti da un pubblico che ora come ora costituisce l’unico fattore determinante per conservare la categoria e poter costruire una squadra più attrezzata sul piano tecnico e tattico necessaria per alimentare le ambizioni d’Europa.

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