IL CIUCCIO E ’AL TAPPETO
Una discesa a picco. Inarrestabile, brusca, di quelle che tolgono il fiato e danno esclusivamente adito a pensieri catastrofici. Angosce corroborate da numeri impietosi, che rappresentano in maniera lapalissiana la crisi del Napoli: Cannavaro e soci son giunti al terzo stop di fila dopo quelli rimediati al cospetto di Chievo e Roma; uno score che si porta a sei tenendo conto del raccapricciante cammino lontano da Fuorigrotta. Paradossale osservare il repentino mutamento degli stati d’animo di Partenope: dalla nefasta esaltazione per l’inebriante profumo di Champions alla depressione per la fuoriuscita dalla zona Uefa. Sarà dura conquistare l’obiettivo prefissato ad inizio stagione: Genoa, Roma, Fiorentina presentano attualmente migliori credenziali rispetto agli azzurri. Eccesso di pessimismo? No, realismo. La banda Gasperini riesce finanche a racimolare un punto a San Siro contro il Milan: decisivo – guardacaso – quell’autentico fuoriclasse corrispondente al nome di Diego Milito. La “freccia giallorossa” corre verso il quarto posto, la Viola non può precludersi alcun obiettivo in virtù di una rosa qualitativamente ineccepibile.
Dunque, cosa fare? Intervenire sul mercato? Già fatto: è questione di ore per l’annuncio di Jesus Alberto Datolo, la nuova intuizione made in Argentina by Pierpaolo Marino. Intuizione che fa – ahinoi- rima con mezza scommessa. Ripetersi è stancate ma doveroso: siamo dinanzi ad un organico che necessita assolutamente di atleti forieri d’esperienza, carattere e qualità tecniche. E il pensiero, per forza di cose, va allo sciagurato errore di Pazienza in occasione del vantaggio di Santana. Così come è impossibile non rimarcare il momento-no di qualsivoglia componente del pacchetto arretrato. Un Panucci all’ombra del Vesuvio rappresenta un’utopia? Un piccolo strappo all’oramai inflazionata progettualità non guasterebbe.
Dispiace per il giovanissimo Sepe, che ha macchiato un buon esordio con il decisivo infortunio su Montolivo. Ma ciò che ancor di più infastidisce è veder sprecato un autentico fuoriclasse quale Lavezzi. Attenzione: qualora non gli si affianchino calciatori di pari livello, il rischio di perderlo potrebbe divenire cruda realtà. All’orizzonte c’è l’Udinese galvanizzata dall’inatteso successo ai danni della Juventus. Che il San Paolo torni ad essere il santuario delle imprese azzurre. Altrimenti ci toccherebbe parlare di “work stopped”. Altro che “work in progress”…
