IL BELLO DEL NAPOLI

IL BELLO DEL NAPOLI src=

Finalmente, dopo tanto penare, i numerosi tifosi del Napoli presenti sugli spalti del San Paolo tornano a casa felici ed entusiasti per l’impresa consumatasi tra le mura amiche e che ha visto il Napoli arrivare dove nessuno aveva osato arrivare prima.La capolista ed imbattuta Inter sconfitta con un solo gol del redivivo Zalayeta e da una prestazione collettiva di grande spessore sul piano tattico e caratteriale.Il Napoli porta a casa un risultato importantissimo che gli consente di compiere un passo importante in classifica e, soprattutto, di trovare i giusti stimoli e le necessarie motivazioni nel cammino verso la salvezza. Ancora una volta il San Paolo si conferma campo nefasto per le grandi: dopo la Juve è l’Inter a rendersi conto di quanto sia importante per la città questa squadra e viceversa.Alla vigilia sembrava una sfida improba: la capolista Inter, imbattuta in questo torneo e, complessivamente, da 27 incontri di campionato, contro l’indecifrabile Napoli di Reja, partito in quinta ad inizio campionato e tramutatosi, improvvisamente in squadra materasso. Ma proprio contro “Davide” il Napoli “Golia” tira fuori le sue caratteristiche di squadra orgogliosa e cinica, qualità che le appartenevano lo scorso anno in serie B e che aveva smarrito nel corso dell’avventura in massima serie.

 

Una partita di cuore, muscoli e senso tattico. Di un cuore tirato oltre l’ostacolo e che  riesce ad occultare i pur evidenti limiti tecnici.

Per la prima volta dopo dodici partite il Napoli non subisce gol ed il reparto arretrato sfodera una prestazione degna dei tempi d’oro, supportato da un centrocampo tutto muscoli anche se ancora con poco fosforo.Piace la linea a tre difensiva composta da Santacroce, Cannavaro e Contini, con quest’ultimo che al  momento sembra essere nettamente superiore a Domizzi. Ancora non piace la manovra offensiva, troppo prevedibile in fase di impostazione e poco lucidae nella ripartenze, fase in cui il supporto del centrocampo è stato praticamente nullo.Solo la velocità di La vezzi ha saputo mettere in crisi un distratto reparto arretrato nerazzurro. Ma l’argentino ha speso tanto e la fatica alla fine si è fatta sentire.

 

A centrocampo solo Blasi e Mannini sono apparsi in ottima forma. Entrambi hanno cercato di dare il loro contributo in fase di spinta oltre che di ripiegamento.Per il resto Hamsik e Gargano ancora sottotono soprattutto in fase di supporto alla manovra offensiva.Napoli, dunque, che improvvisamente diventa ago della bilancia del campionato le cui sorti sembrano passare gioco forza dalle parti di Fuorigrotta.Il prossimo turno, infatti, vedrà la Roma di Totti, principale antagonista dell’Inter, scendere al San Paolo per continuare l’inseguimento alla capolista che ormai dura da due anni. Nemmeno i giallorossi erano riusciti a fermare i nerazzurri tra le mura amiche e, perciò, la vittoria del Napoli appare ancora più prestigiosa. Gli stimoli ci sono anche perché gli occhi di tutti saranno concentrati nuovamente sullo stadio San Paolo, dove il campionato, dopo essersi riaperto improvvisamente, potrebbe di nuova chiudersi se il Napoli dovesse ritrovare quel carattere e quella determinazione di squadra vista contro l’Inter. L’obiettivo dei 40 punti salvezza e vicino e se raggiungere il traguardo significasse vincere con le grandi e perdere con le piccole ci sarebbe 70 mila firme da raccogliere per chiudere il contratto. Una salvezza raggiunta in questo modo, al primo anno di A, sarebbe un sogno, con una Napoli “Ammazza grandi”. Anche la Roma è avvertita: del resto i favori nel calcio non esistono e il Napoli ne sa qualcosa.  

Translate »