HUGO ARMANDO CAMPAGNARO "UN ORIUNDO MERITEVOLE" DELL’ AZZURRO SNOBBATO DA PRANDELLI
Hugo Armando Campagnaro detto “El Toro” è un difensore di sicuro rendimento, grande tenacia e dedizione tattica. Nasce sportivamente come attaccante nel Deportivo Moròn in Argentina ma è di origini italiane. La sua carriera si sviluppa proprio in Italia quando il Piacenza lo porta in serie A nel 2002 e l’allora allenatore Luigi Cagni lo reinventa prima esterno alto di centrocampo e poi basso di difesa. Non perde il vizio della spinta ed, ogni tanto non disdegna l’attacco, tanto che ha segnato una doppietta in serie A in occasione di Piacenza Perugia. Insomma un calciatore completo, possente fisicamente e di grande temperamento anche se, talvolta, la sua muscolatura “pesante” gli provoca qualche infortunio di troppo. Un calciatore tutto grinta e muscoli e con una discreta tecnica, caratteristiche non comuni ai più, questo spiega il motivo per il quale in poco tempo si è conquistato la stima e la fiducia del “suo” pubblico in tutte le piazze dove ha militato. Lo ha fatto a Piacenza, successivamente a Genova sponda doriana ed infine a Napoli dove approda nel 2009. Con gli azzurri segna il momentaneo vantaggio azzurro a San Siro contro il Milan giocando anche nell’insolito ruolo di esterno di centrocampo a sinistra. Insomma un calciatore completo che si sta consacrando quest’anno alla corte di mister Mazzarri che lo ha ritrovato dopo l’esperienza blucerchiata. Nella difesa azzurra ha ricoperto praticamente tutti i ruoli, offrendo quasi sempre prestazioni superiori alla media. Con Cannavaro ed Aronica oltre che l’infortunato Grava sta costruendo una stagione, dove tutti parlano dei tre fenomeni in attacco ma che poi tutti si accorgono che i successi si costruiscono solo quando si hanno delle solide basi difensive. Insomma il motto “prima non prenderle” resta sempre attuale. La stessa Inter di Mourinho ha costruito tutti i successi basandosi su questo teorema.
Andando ad analizzare i numeri della difesa azzura ci si accorge che il Napoli vanta la seconda miglior difesa dopo il Milan e che, in casa, ha subito solo otto gol. Un altro dato da sottolineare è che, dalla partita con il Milan, non ha più subito reti al San Paolo se si trascura quel gol del Bologna del 4 -1, tra l’altro non decisivo, dove c’è stato un momentaneo calo di concentrazione. Insomma una difesa di tutto rispetto che, se si confronta con quella della Juventus, vince nettamente. La difesa della Juventus, si sa, rappresenta la base della difesa azzurra in chiave nazionale. Anche mister Prandelli sta adottando lo stesso sistema richiamando in Nazionale Bonucci e Chiellini. I numeri, però, non sono proprio confortanti. Trenta gol al passivo di cui diciannove in casa sono uno score non proprio esaltante, tanto che lo stesso Del Neri si è accorto che qualcosa non va nella sua retroguardia e, proprio nella partita di Cagliari, è corso ai ripari spostando lo stesso Chiellini sull’out sinistro. Il selezionatore della Nazionale ha pensato di sfruttare nello stesso modo il valente Chiellini ed ha ripristinato la coppia del Bari dello scorso anno mettendo, al centro della difesa, Ranocchia e Bonucci. Va bene tutto, ma non riusciamo a capire come mai, dopo aver selezionato tanti calciatori oriundi, ricordiamo Camoranesi, Amauri e recentemente Ledesma e Thiago Motta, non trovi spazio, almeno nella rosa dei ventidue “El Toro”, il nostro Campagnaro. Passi per De Sanctis che è un portiere di sicuro affidamento e quindi non deve essere “provato” in Nazionale, ma la non convocazione di Cannavaro e dello stesso Campagnaro lascia tutti perplessi. Proprio queste partite possono essere un banco di prova importante ed i nostri pilastri difensivi potrebbero far comodo ad una Nazionale completamente da rifondare. Il Napoli è ora una big, è seconda in classifica, esprime un calcio ai massimi livelli in serie A ed ha la seconda miglior difesa del torneo. Con questi numeri nessuno ci potrà tacciare di essere tifosi, anzi dovrebbero fornirci una spiegazione se, dopo tanti oriundi, il nostro “Toro” non è stato ancora convocato.
