GLI INSOLITI NAPOLETANI

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C’è qualcosa in noi napoletani (veri o presunti) che ci spinge a farci riconoscere sempre. Nel bene o nel male, purché se ne parli, come recita il vademecum del perfetto esibizionista. Possono ricordarci per la grande ospitalità, per il senso di fratellanza che si instaura praticamente da subito con l’uomo venuto da lontano, per la passione con cui difendiamo la nostra terra e le nostre tradizioni. Poi però accoltelliamo un tedesco solo perché tedesco, siamo l’emblema della disorganizzazione e della furbata a tutti i costi e quando provano a farcelo notare ci mettiamo a sbraitare mandando “a quel paese” e dando del “rompi testicoli” al malcapitato interlocutore. A buon intenditor poche parole, a cattivo intenditor tante parolacce. È talmente difficile, ora che ci guardano anche dove già i pregiudizi sui napoletani sono una piaga, provare per una volta a smentire le dicerie? Che ci vuole a comportarsi ogni tanto da cittadini del mondo anziché da abitanti di una città, fosse anche la più bella del mondo? Che sogno, andare all’estero con la propria comitiva e non sentire quel ritornello: “I soliti napoletani”. Che dite, potremo mai riuscirci?

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