FATTI, NON PAROLE PER RITAGLIARSI PIU’ SPAZIO

Il buongiorno ai lettori azzurri con l’attualità di giornata

Una volta era tutto diverso, meno parole e più fatti. Questa è la testimonianza del mondo del calcio che cambia, e non solo. I procuratori che prendono il sopravvento sui calciatori, sempre meno presenti, sempre meno protagonisti anche quando bisogna solo rilasciare dichiarazioni. Il procuratore di Dries Mertens, Soren Lerby, rivendica che il suo assistito debba giocare di più. Notizia che deflagra come una bomba nell’ambiente azzurro. Pronta e stizzita la risposta di Rafa Benitez, di quelle che solo chi ha le spalle larghe come le sue può dare. La risposta, invece, sul campo da parte di Mertens stenta ad arrivare.  Il calciatore belga, in questo campionato, ha giocato sedici partite su diciotto, partendo titolare otto volte. E’ stato in campo per novanta minuti soltanto contro l’Atalanta. Ieri sera contro l’Udinese, pronti via ha fallito un calcio di rigore. Quasi un tempo per ritrovarsi e ritrovare un minimo di fiducia ma poi ancora tanti errori, giocate forzate e palle perse che potevano compromettere la partita. La competizione è alla base del miglioramento di un gruppo. Benitez lo sa e attraverso la forza del gruppo vuole far emergere anche i singoli. Dovrebbero capirlo il signor Lerby e lo stesso Mertens. L’uno cercando di spronare il ragazzo a fare meglio. L’altro ad impegnarsi di più cercando di mettere in difficoltà veramente Benitez, che in difficoltà non c’è stato per niente ne’ in campo ne’ in fuori. Quest’anno Mertens è la brutta copia di quello dello scorso anno. Più che un problema fisico sembra un problema mentale. Ed allora, per la serie fatti, non parole. Chissà se Lerby l’ha capito….

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