FIORUCCI CHIEDE A MOUNARD UN ADDIO DIGNITOSO
Date un allenatore al Foggia. Dall’inizio dell’anno sono già tre i tecnici che si sono avvicendati sulla panchina dei rossoneri. Si è partiti con Morgia, si è passati a Rumignani, si è arrivati a Fiorucci. Quest’ultimo altri non è che il "secondo" del tecnico friulano, dimessosi dopo la feroce contestazione dei tifosi all’indomani del ko di Coppa contro il Napoli. Maledizione partenopea, visto che dalla prossima settimana a meno di miracoli verrà silurato anche Fiorucci. A Foggia vi è una sola certezza: l’anno prossimo la panchina sarà affidata a Davide Ballardini, ed è per questo che la società potrebbe ben presto ufficializzare il nome di Carlo Regno (o di Roberto Beni) quale traghettatore della squadra fino al termine della stagione. Regno e Beni sono uomini di fiducia di Ballardini, che guiderà il Foggia del futuro anche nel caso in cui fino a giugno soci volessero affidarsi all’esperto Gianni Simonelli (che però non pare intenzionato a firmare fino a giugno). Domenica, comunque, in panchina ci sarà Fiorucci, che ha già guidato i suoi nella gara contro l’Acireale. 4-4-2 coperto ma non troppo, con un napoletano doc a difendere i pali. Il confermato Marruocco (’79) avrà davanti a sé l’ex Lavello Di Giorgio (’80), che sostituirà lo squalificato Sgarra, ed uno dei tanti baby confermati, Luca Pagliarulo (’83). A destra c’è un altro napoletano doc come D’Alterio (’80), sei presenze in serie A con il Messina, mentre a sinistra sgroppa Sportillo (’78), un altro ex messinese che l’anno scorso ha vestito la casacca del Benevento. La regia della squadra è affidata a due preziosi mediani come il giovane Moro (’84) e l’esperto Stefani (’75), riconfermati in estate per integrare la linea mediana con gli esterni Giordano (’83, ex Torres, al rientro dopo la squalifica scontata domenica) ed Antonioni (’82, un brevilineo visto poco l’anno passato a Bari). Spazio a giocatori piccoli e rapidi, da qui l’avanzamento di Scarpa (’79, originario di Castellammare di Stabia, sette gol nell’Andria della scorsa stagione) in prima linea al fianco del fuoriclasse rossonero. L’elemento fondamentale della squadra resta il francesimo Mounard (’80), undici gol lo scorso anno e lacrime napoletane sia all’andata che al ritorno. Il giocatore, che ha stregato anche Pierpaolo Marino, agirà su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento: quando è in giornata, il Foggia diventa temibile. Fiorucci spera, e prepara una gara impostata sulla velocità e sui ritmi alti. Altri attaccanti come Ranalli e Zagaria non sono al meglio, mentre il tecnico "non vede" l’argentino Cantoro, unica vera prima punta. A centrocampo una valida opzione in corso d’opera potrebbe essere rappresentata dall’uruguagio ex Plaza Colonia Lapolla (’82), altro elemento che fisicamente non è ancora al top. Foggia con il fiatone, ma a Napoli darà battaglia.
