DOSSENA, VITA DA EX SOTTO IL VESUVIO

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L’eliminazione col Chelsea non può e non deve essere imputata ad un colpevole unico. Troppi episodi particolari, tanta inesperienza, un pizzico di sfortuna, la classe e la grande forza dei Blues nel crederci ancora. Ecco, in estrema sintesi, la ricetta di un piatto indigesto per tutti coloro che hanno il Napoli tatuato sul cuore. Eppure la serata di Stamford Bridge tramanda ai posteri un “se” grosso come una casa, estrinsecatosi in un cambio obbligato ed avente la faccia barbuta e l’espressione stranita del signor Andrea Dossena da Lodi, subentrato a uno iellato Christian Maggio nel corso del primo tempo, ed autore di una prova alquanto opaca. E siamo in pieno eufemismo. Andiamo al di là dell’episodio del rigore procurato, un braccio largo che più istintivo e maldestro non si può. Siamo obiettivi, poteva capitare a chiunque. Analizziamo invece la prestazione “totale” di Dossena, e scopriremo quanto questa abbia saputo purtroppo innestarsi sulla perenne abulia che sembra avvolgere l’esterno ex Liverpool ed Udinese fin dall’inizio di questa stagione. Una partita mediocre, priva di grinta in fase difensiva e di quel nerbo offensivo che si richiede ad un esterno puro come lui. Poche sovrapposizioni, cross invitanti zero e neanche i soliti dialoghi col Pocho-socio Lavezzi, compagno di un’intesa che sembra perdersi nei ricordi. Insomma, una partita che conferma quanto Dossena, ad oggi, rappresenti uno degli anelli deboli dell’undici azzurro, e quanto la fiducia riposta in lui, ex nazionale arrivato in pompa magna nel gennaio 2010 come “grande risolutore” dell’enigma della fascia mancina (Savini, Mannini, Vitale, Aronica: quanti nomi sbagliati per un ruolo storicamente “difficile” a Napoli) sia stata poco e male ripagata da un giocatore che solo poche volte, sotto il Vesuvio, ha  saputo brillare di una luce accecante. Riassuntino: i primi sei mesi a recuperare una forma accettabile, una scorsa stagione iniziata da inamovibile e conclusa con uno Zuniga qualunque che scalpita e spesso ti sottrae la maglia da titolare, ed un 2011-2012 da seconda scelta di lusso dietro il colombiano, quasi sempre preferito da mister Mazzarri nelle sfide importanti. Tappe di un’involuzione dal duplice significato: Dossena è ormai un ex, e su questo ci siamo. Lo Stamford Bridge è stata l’amara ciliegina sulla torta, la conferma definitiva dell’incipiente declino dell’esterno di Lodi. La cosa inquietante, però, è che ad oggi, il Napoli, in quel ruolo, non ha alternative. Nel vero senso del termine: c’è mancanza assoluta, non c’è ricambio, Dossena e l’adattato Zuniga rappresentano l’intera batteria degli esterni di sinistra del Napoli. Un errore di mercato macroscopico della società, che va anche al di là delle difficoltà del “Colosso di Lodi”. Se l’assenza di Maggio dovesse infatti sciaguratamente protrarsi a lungo, e venisse a mancare uno tra Zuniga e Dossena, solo ed eventualmente Aronica, altro terzino “arrangiato”, potrebbe ereditare la fascia sinistra azzurra. Brutto solo a pensarci, con tutto il rispetto per Totò, grande guerriero da troppo tempo lontano dai sentieri della fascia per poter rappresentare davvero una valida alternativa. Ancor più brutto andare indietro con la mente allo scorso gennaio, quando al mercato qualcosa poteva essere fatto in questo senso, magari accoppiando all’acerbo Vargas un esterno in grado di rappresentare il presente ed il futuro della corsia mancina partenopea. Dettagli, si potrebbe pensare. Ed invece, ecco che nel giorno del giudizio, in uno Stamford Bridge qualsiasi, proprio la fascia sinistra senza proprietario affidabile fa finire il Napoli in un inferno tutto Blues. Al grande “se” della gara col Chelsea, ovvero al dubbio sull’esito con un Maggio in più ed un Dossena in meno, noi rispondiamo e rilanciamo. “Se” sei una grande squadra, o vuoi esserlo, queste cose si presumono e progettano, in modo da non trovarsi impreparati e dover ricorrere a gente purtroppo non più all’altezza. Il calcio dovrà anche essere fatto senza i “se”, ma in questo caso, credeteci, ci sta proprio a pennello.

 

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