DIFESA COLABRODO E LA CHAMPIONS SI ALLONTANA
Tutto ci si aspettava da Mazzarri tranne che una sua squadra potesse avere come tallone d’Achille quel reparto arretrato la cui organizzazione di gioco solo un anno fa era stato il punto di forza della splendida stagione azzurra culminata con la qualificazione Champions.Un meccanismo che sembrava collaudato ed affidabile grazie alla cura maniacale del mister e che si sperava potesse compiere in questa stagione quel salto di qualità che tutti si auspicavano.Al contrario, proprio nel momento topico della stagione, la retroguardia azzurra sembra essere vittima di una strano morbo che dura ormai da 4 incontri e che le ha fatto incassare ben 11 reti, tutte frutto di scarsa attenzione e d’incapacità di marcare l’uomo sulle azioni che si sviluppano da palla inattiva.Le ultime partite sono solo l’apogeo di una stagione in cui gli errori difensivi hanno condizionato pesantemente i risultati e stanno penalizzando oltremodo una squadra che sembrava una corazzata ma che ha dimostrato di essere tale solo a metà.E menomale che l’attacco ha confermato la propria qualità ed, anzi, con la crescita di Lavezzi in fase realizzativa, ha dimostrato di essere un reparto degno di squadra che può competere ai massimi livelli, altrimenti a nove giornate dalla fine il Napoli avrebbe potuto essere già tagliato fuori da ogni discorso di qualificazione Champions.
Insomma se la squadra ha denotato ampi margini di crescita in avanti e a centrocampo, lo stesso non può dirsi per il proprio reparto difensivo che avrà bisogno senz’altro di essere rafforzato per eguagliare sotto il profilo qualitativo il valore del resto della squadra.Col Catania due gol presi con una ingenuità disarmante, non da squadra candidata alla Champions e che avrà senz’altro difficoltà a raggiungere l’obiettivo terzo posto se l’andazzo dovesse essere questo fino al termine della stagione.Diciamola tutta: per le ingenuità viste in questo campionato il Napoli non ha dimostrato di valere l’obiettivo che si prefigge. Troppi in punti persi per strada a causa di strafalcioni e errori grossolani per legittimare un terzo posto che vedrà senz’altro il Napoli protagonista fino alla fine e che, se non dovesse raggiungere l’obiettivo, dovrà fare solo il mea culpa senza gridare allo scandalo per le ingenuità commesse, anche in considerazione del fatto che lì davanti anche gli altri commettono errori simili.Non vorremmo però che il Napoli si calasse nei panni della Lazio dell’anno scorso che ha visto la squadra di Reja perdere l’ultimo treno utile per l’Europa che conta proprio contro gli azzurri che quest’anno, complice il calendario, potrebbero rendere il favore ai biancocelesti di Lotito questa volta a campi invertiti.Ecco che le prossime due partite a Torino contro la Juve e soprattutto lo scontro diretto dell’Olimpico diventeranno fondamentali per sperare in una qualificazione che sarebbe frutto di episodi estemporanei più che di un cammino lineare.Se la parola fine dovesse essere scritta soltanto all’ultima giornata,sarà per la mediocrità generale che si respira e che per il Napoli, fatti due conti, avrà comunque il sapore di una occasione persa ed irripetibile, salvo che De Laurentiis, il prossimo anno, da imprenditore razionale si trasformi nel vero mecenate di questo nuovo ciclo per il calcio napoletano.Per un Napoli scudettato non bastano solo i tre tenori, ma serve anche una grande orchestra.
